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	<title>Io Editore &#187; cornell</title>
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		<title>Anche su twitter bisogna conoscere le regole di scrittura</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Feb 2015 10:56:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[dal mondo dell'editoria]]></category>
		<category><![CDATA[suggerimenti per chi scrive]]></category>
		<category><![CDATA[cornell]]></category>
		<category><![CDATA[regole]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Nell'ambito della nostra rubrica 'Suggerimenti per chi scrive' vogliamo affrontare i nuovi media e cominciamo con Twitter.</p>
<p>Come è dimostrato da innumerevoli politici non è importante cosa dici ma come lo dici. Alla Cornell University, utilizzando un sistema automatico di analisi dei testi, hanno identificato le regole che rendono i messaggi più attraenti. In particolare hanno utilizzato l'algoritmo per osservare quali condizioni avevano più frequenti retweet.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://live.ioeditore.it/wp-content/uploads/2015/02/cornell.png"><img class="alignleft wp-image-1271 size-full" src="http://live.ioeditore.it/wp-content/uploads/2015/02/cornell.png" alt="cornell" width="160" height="160" /></a>Nell&#8217;ambito della nostra rubrica &#8216;Suggerimenti per chi scrive&#8217; vogliamo affrontare i nuovi media e cominciamo con Twitter.</p>
<p>Come è dimostrato da innumerevoli politici non è importante cosa dici ma come lo dici. Alla Cornell University, utilizzando un sistema automatico di analisi dei testi, hanno identificato le regole che rendono i messaggi più attraenti. In particolare hanno utilizzato l&#8217;algoritmo per osservare quali condizioni avevano più frequenti retweet.</p>
<p>Twitter ha abilitato i ricercatori ad un esperimento che consentisse di escludere la popolarità degli scrittori e ogni tweet è stato postato più volte con parole differenti e, comparando migliaia di risultati, hanno potuto verificare quali regole garantivano ripetitività nei risultati</p>
<p>I risultati sono stati presentati il 15  febbraio durante il simposio  &#8220;The Linguistics of Status, Influence, and Innovation: A Computational Perspective,&#8221;  all&#8217; annuale Meeting of the American Associatioin for the Advancement of Science in San Jose, Calif.</p>
<p>Las ricerca ha trovato queste regole che più facilmente generano un retweet</p>
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<p>1- chiedere alle persone di condividere. Parole come &#8220;please&#8221;, &#8220;pls&#8221;, &#8220;plz&#8221; e &#8220;retweet&#8221; hanno generalmente avuto successo</p>
<p>2- informare dettagliatamente (tenedo conto della lunghezza massima consentita)</p>
<p>3- usare il linguaggio della community coerentemente con il proprio linguaggio</p>
<p>4- imitare lo stile dei titoli dei giornali</p>
<p>5- utilizzare parole che si vedono spesso nei retweet</p>
<p>6- utilizzare parole che esprimano sentimenti positivi o negativi</p>
<p>7- fare riferimento agi altri e non a se stessi. Parlare in terza persona singolare</p>
<p>8- generalizzare</p>
<p>9- essere facilmente leggibili</p>
<p>La conclusione di Lillian Lee, professor of computer science and information science, è stata: “We would love to capture amusingness or cleverness, but we haven&#8217;t found a way to do that yet,” Lee added.</p>
<p>Per i più curiosi è stato creato un <a href="https://chenhaot.com/retweetedmore/">website</a> dove è possibile confrontare l&#8217;efficacia dei tweet</p>
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<p><em>Anche su twitter bisogna conoscere le regole di scrittura</em></p>
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