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	<title>Io Editore &#187; feltrinelli</title>
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		<title>Quando i libri sono armi</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jan 2015 18:17:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Anche i libri sono stati usati come armi (di propaganda) nel periodo della guerra fredda.</p>
<p>Iil libro <strong>"Dottor Zivago</strong>" è stato usato dalla CIA per colpire il Cremlino con l'aiuto del Vaticano e, indirettamente, grazie al lavoro di due italiani, un talent scout (Sergio D'Angelo) e un editore (Giangiacomo Feltrinelli).</p>
<p>Peter Finn e Petra Couvee, dopo aver analizzato documenti declassificati, lo descrivono nel libro "The Zhivago Affair: The Kremlin, the Cia and the Battle Over a Forbidden Book" ("L'affare Zivago: il Cremlino, la Cia e la battaglia sul libro proibito" che sarà in vendita dal prossimo 17 giugno ).</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Anche i libri sono stati usati come armi (di propaganda) nel periodo della guerra fredda.</p>
<p>Iil libro &#8220;Dottor Zivago&#8221; è stato usato dalla CIA per colpire il Cremlino con l&#8217;aiuto del Vaticano e, indirettamente, grazie al lavoro di due italiani, un talent scout (Sergio D&#8217;Angelo) e un editore (Giangiacomo Feltrinelli).</p>
<p>Peter Finn e Petra Couvee, dopo aver analizzato documenti declassificati, lo descrivono nel libro &#8220;The Zhivago Affair: The Kremlin, the Cia and the Battle Over a Forbidden Book&#8221; (&#8220;L&#8217;affare Zivago: il Cremlino, la Cia e la battaglia sul libro proibito&#8221; che sarà in vendita dal prossimo 17 giugno ).</p>
<p>Nel gennaio del 1958 le spie britanniche inviano alla Cia due rullini fotografici contenenti immagini delle pagine di un romanzo intitolato &#8220;Dottor Zivago&#8221; scritto da Boris Pasternak. Quel romanzo,semi-autobiografico, emotivo, struggente, eroico, con il protagonista travolto dalla rivoluzione russa del 1917 è stato messo al bando nell&#8217;Unione Sovietica e la Cia, percepita la potenzialità del messaggio, entra in azione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="img-responsive" src="http://america24.com/data/photos/vert/medium/002/484/002484139.jpg" alt="" width="609" height="812" data-r-src-992="/data/photos/vert/medium/002/484/002484139.jpg" data-r-src-721="/data/photos/vert/medium/002/484/002484139.jpg" data-r-src-481="/data/photos/vert/small2x/002/484/002484139.jpg" data-r-src-361="/data/photos/vert/thumb2x/002/484/002484139.jpg" data-r-src-320="/data/photos/vert/small/002/484/002484139.jpg" /></p>
<p>Pasternak sa che l&#8217;editoria sovietica rigettera&#8217; la sua opera ma rifiuta di adattare il suo romanzo alle richieste politiche del regime. Sacrificare la sua opera piegandosi alla madre Russia &#8211; crede l&#8217;autore &#8211; sarebbe come commettere un crimine contro se stesso e i suoi valori etici e morali.</p>
<p>Ma è fortunato. Nel giugno del 1956 Sergio D&#8217;Angelo, scopritore di talenti, lo convince  a firmare un contratto con Giangiacomo Feltrinelli che, resistendo alle pressioni di Mosca e del Partito comunista italiano, nel novembre del 1957 porta l&#8217;edizione italiana di &#8220;Dottor Zivago&#8221; sugli scaffali delle librerie.</p>
<p>Grazie a sussidi pagati dalla Cia l&#8217;edizione russa del &#8220;Dottor Zivago&#8221; vede la luce all&#8217;inizio del settembre del 1958 a L&#8217;Aia editi da &#8220;Mouton&#8221;. Al quartiere generale dell&#8217;agenzia Usa ne vengono subito spedite 200 copie, il resto nell&#8217;Europa occidentale (200 a Francoforte, 100 a Berlino, 100 a Monaco, 25 a Londra, 10 a Parigi e ben 365 a Bruxelles).</p>
<p>Piccolo dettaglio: le copie in russo del &#8220;Dottor Zivago&#8221; pubblicate a L&#8217;Aia sono illegali perchè l&#8217;editore olandese non ha mai firmato un contratto con la Feltrinelli, l&#8217;editore milanese di Pasternak</p>
<p>La Cia sceglie comunaque di lanciare il romanzo durante la prima fiera mondiale successiva alla guerra, la Brussels Universal and International Exposition del 1958, dove sono previsti almeno 16.000 turisti sovietici che hanno già ottenuto il visto.</p>
<p>Per evitare di apparire, la Cia coinvolge il Vaticano che ha allestito la Cappella del Silenzio dove c&#8217;è una piccola biblioteca messa a punto da emigrati cattolici russi. E lì che le copie del &#8220;Dottor Zivago&#8221; vengono messe nelle mani di cittadini sovietici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em> Quando i libri sono armi</em></p>
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		<title>Brutte storie nel PC napoletano degli anni &#8217;50</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2014 17:07:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[le recensioni di GdA]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Le recensioni di GdA Il caso Piegari , Ermanno Rea , Feltrinelli 135 pagine 11 euro. Ermanno Rea continua a scavare nella storia del Pci napoletano degli anni 50. Ma questo libro è ben distante dal suo splendido “Mistero napoletano”, sempre sulla vita del Pci partenopeo del dopoguerra e incentrato sulla vita di Francesca Spada. Se il “Mistero” era intenso, partecipato, commovente, il “Caso” è didascalico, freddo, distaccato. Un libro non riuscito se non nel portare alla luce un caso</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le recensioni di GdA</em></p>
<p><strong>Il caso Piegari</strong> , Ermanno Rea , Feltrinelli 135 pagine 11 euro.</p>
<p>Ermanno Rea continua a scavare nella storia del Pci napoletano degli anni 50. Ma questo libro è ben distante dal suo splendido “Mistero napoletano”, sempre sulla vita del Pci partenopeo del dopoguerra e incentrato sulla vita di Francesca Spada. Se il “Mistero” era intenso, partecipato, commovente, il “Caso” è didascalico, freddo, distaccato. Un libro non riuscito se non nel portare alla luce un caso lontano e sconosciuto. Importante, ma Rea poteva fare di più. La storia del “Caso” ha come protagonista Guido Piegari, uomo geniale, medico oncologo, appassionato di filosofia, iscritto al Pci e fondatore del Gruppo Gramsci, un cenacolo di intellettuali che ragiona attorno al concetto di dialettica in Hegel. Ma che soprattutto contrasta la posizione meridionalista di un potente del partito, Giorgio Amendola. Questi aveva promosso un movimento autonomo che si proponeva di coordinare lotte, rivendicazioni, proteste nel Sud Italia. Un’autentica bestemmia per Piegari, profondamente convinto invece della necessità dell’unità tra contadini meridionali e operai del nord all’interno del Pci. La vendetta di Amendola è feroce: ottiene di farlo espellere dal partito e lo persegue come eretico, un’accusa infamante. Piegari ne esce distrutto e vaga per l’Europa da un istituto di ricerca a un’università, colto da manie di persecuzione che lo renderanno sempre più folle. Rea, più che le posizioni politiche descrive i risvolti umani del caso Piegari, la persecuzione nei suoi confronti, la sua conseguente follia ma in modo poco partecipato. C’è anche una storia nella storia: il pensiero del giovane napoletano viene raccolto dal grande avvocato Gerardo Marotta che spende il suo ingente patrimonio fino alla povertà per raccogliere ben 200.000 volumi e manoscritti perno centrale dell’Istituto italiano per gli studi filosofici. Una risorsa culturale di immenso valore culturale ora abbandonata in capannoni fatiscenti. Una vergogna!</p>
<p>&nbsp;</p>
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