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	<title>Io Editore &#187; lettori</title>
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		<title>Resta stabile la spesa per leggere degli italiani</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2015 17:20:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>E’ quanto emerge dall’indagine dell’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori sul mercato del libro.</p>
<p>Il 2014 si conferma infatti un anno di grande trasformazione per il settore del libro: diversi indicatori risultano negativi ma, sommati, mostrano un andamento della spesa degli italiani in libri, ebook, e-reader e collaterali – in altre parole in ciò che serve a leggere – che registra un più ........</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Resta stabile la spesa per leggere degli italiani</strong>. E’ quanto emerge dall’indagine dell’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori sul mercato del libro 2014.<br />
Il 2014 si conferma infatti un anno di grande trasformazione per il settore del libro: diversi indicatori risultano negativi ma, sommati, dimostrano complessivamente come l’andamento della spesa degli italiani in libri, ebook, e-reader e collaterali – in altre parole in ciò che serve a leggere – registri un +0,1% complessivo.</p>
<p><strong>Quanto hanno speso dunque gli italiani nel 2014 per leggere?</strong> Quasi 1,5miliardi di euro (per la precisione 1,452miliardi): 51,7milioni di euro è la stima del mercato 2014 degli ebook venduti, 1,2miliardi il mercato dei libri di carta secondo Nielsen nei canali trade (librerie, librerie online, grande distribuzione), 111milioni di euro quanto pagato dagli italiani per gli e-reader (stima provvisoria su dati Assinform, non si sono considerati i tablet), 54,3milioni di euro la spesa per i collaterali. La somma dei fattori si traduce in un dato sorprendente e soprattutto in una sfida implicita: “La sfida &#8211; sottolinea Giovanni Peresson, responsabile Ufficio studi AIE – di fare in modo nuovo il mestiere del libraio o dell’editore, innovando tutti quegli elementi che ci obbligano a guardare in modo diverso i comportamenti del lettore e cliente. Alcuni dati, presi singolarmente, possono risultare negativi ma aggregati all’interno del “sistema lettura” ci possono raccontare una storia diversa. La storia di una trasformazione”.</p>
<p><strong>Diminuisce la lettura in Italia ma…</strong> – Secondo i dati Istat si passa dal 43% di italiani con più di 6 anni che leggono almeno 1 libro all’anno del 2013 al 41,4% del 2014. I forti lettori restano sostanzialmente stabili (-0,02%), crollano i lettori occasionali. Se si vuole fotografare la lettura nel lungo periodo, tra 2010 e 2014 si sono persi qualcosa come 2,6milioni di lettori (il 10%).<br />
Parallelamente nel 2014 cresce, secondo Istat, del 32,2% la lettura di ebook: quasi 7milioni di italiani (il 13,1% della popolazione) hanno letto un ebook nell’anno passato.</p>
<p><strong>Diminuisce la produzione di libri di carta, cresce quella degli ebook</strong> – Gli editori hanno prodotto nel 2014 63.417 titoli, il 5,1% in meno rispetto al 2012 e con un prezzo di copertina alla produzione in media di 18,14 euro (il -7,2% rispetto al 2012). Parallelamente cresce la produzione di ebook: nel 2014, si stimano 53.739 titoli in digitale (esclusi i gratuiti) nei vari formati (epub, pdf, mobipoket), l’88,4% in più rispetto al 2012 e con un prezzo di copertina alla produzione in media di 6,96 euro (-22,8% sul 2012).</p>
<p><strong>Cala il mercato del libro di carta nel 2014 rispetto all’anno precedente, ma progressivamente meno. Cresce del 40% il mercato ebook</strong> – Il 2014 si chiude per i libri di carta con il segno meno nei canali trade, secondo i dati Nielsen: -3,8% il giro d’affari, -6,5% le copie vendute, in ripresa rispetto ai primi mesi dell’anno e anche rispetto agli anni precedenti. Il libro di carta si compra prima di tutto nelle librerie di catena (pesano per il 40,6%, anche se in leggero calo rispetto al 2013), un pochino meno nelle librerie indipendenti (al 30,7%), sempre più nelle librerie online, che oggi pesano il 13,8% (+ 8% rispetto al 2013). Diminuisce invece in modo significativo la grande distribuzione. Parallelamente il mercato degli ebook si stima al 4,4% del mercato del libro, con un fatturato di 51,7milioni di euro (+39,4% sul 2013).<br />
I paradigmi stanno cambiando. Non è in crisi il libro. Siamo di fronte a un radicale cambiamento nel mix, in cui innovazione è la parola chiave per tenere conto di una società più liquida e fluida.</p>
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		<title>Il Cardellino di Donna Tartt: quanti riescono a legerlo tutto?</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Dec 2014 09:09:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Non sempre la critica è i lettori sono d&#8217;accordo ed è interessane l&#8217;analisi fatta da The Guardian. Il cardellino di Donna Tartt ha vinto il Pulitzer ed è stato elogiato dalla giuria del premio come romanzo “che stimola la mente e tocca il cuore”, ma è al 37° posto nella classifica delle loro vendite 2014 e ben il 55% degli utenti che lo ha scaricato come ebook sul lettore Kobo non è riuscito ad arrivare alla fine del libro. I</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Non sempre la critica è i lettori sono d&#8217;accordo ed è interessane l&#8217;analisi fatta da <strong>The Guardian</strong>.</p>
<p><em><a href="http://www.amazon.it/cardellino-Scala-stranieri-Donna-Tartt-ebook/dp/B00H3M67PU">Il cardellino</a></em> di Donna Tartt ha vinto il Pulitzer ed è stato elogiato dalla giuria del premio come romanzo “che stimola la mente e tocca il cuore”, ma è al 37° posto nella classifica delle loro vendite 2014 e ben il 55% degli utenti che lo ha scaricato come ebook sul lettore Kobo non è riuscito ad arrivare alla fine del libro.</p>
<div class="hentry--item__content">
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<div class="item_text">
<p>I dati forniti dall’azienda mostrano chiaramente che è stato letto fino alla fine solo dal 44,4 per cento dei lettori di Kobo del Regno Unito.</p>
<p>Ma non è il solo libro sopravalutato.  <em><a href="http://www.amazon.it/12-anni-schiavo-eNewton-Narrativa-ebook/dp/B00H1PP56Q/ref=sr_1_1?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1418208473&amp;sr=1-1&amp;keywords=dodici+anni+schiavo">Twelve years a slave</a></em>, il libro di Solomon Northup da cui è stato tratto il film omonimo, è nono nella loro classifica delle vendite, ma dei lettori britannici che lo hanno comprato, solo il 28,2 per cento è riuscito a leggerlo fino all’ultima pagina.</p>
<p>Come funziona il passaparola in quest casi? Meglio dire che non piace e passare per incompetenti o fingere di apprezzare i lavori apprezzati dalla critica?</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Perché in Italia gli ebook non vendono?</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2014 15:02:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>“La discriminazione dei libri digitali si riflette sullo sviluppo culturale del nostro paese: l’iva di un libro di carta è al 4 per cento, quella di un ebook è al 22”. Così si legge nel sito della campagna #unlibroèunlibro, lanciata a fine ottobre per mobilitare il pubblico dei social network contro quel diverso trattamento fiscale. Moltissimi lettori hanno quindi seguito le indicazioni del sito e diffuso su Twitter, Instagram e Facebook ritratti con il pollice in giù, a significare “abbassiamo</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="item_text">
<p>“La discriminazione dei libri digitali si riflette sullo sviluppo culturale del nostro paese: l’iva di un libro di carta è al 4 per cento, quella di un ebook è al 22”. Così si legge nel sito della campagna #unlibroèunlibro, lanciata a fine ottobre per mobilitare il pubblico dei social network contro quel diverso trattamento fiscale. Moltissimi lettori hanno quindi seguito le indicazioni del sito e diffuso su Twitter, Instagram e Facebook ritratti con il pollice in giù, a significare “abbassiamo l’iva sugli ebook”.</p>
<p>Questa campagna dal basso è stata ben organizzata dall’alto, dall’Associazione italiana editori (peraltro attenta a non evidenziare il suo ruolo: su unlibroeunlibro.org non sembra neppure nominata), e ha raggiunto un pieno successo già il 19 novembre. In quella data Dario Franceschini, ministro della cultura, twittava in consonanza perfetta – di contenuto, mezzo, hashtag e idealmente pollice – con la campagna (l’emendamento è stato poi approvato dalla commissione bilancio della camera).</p>
</div>
<div class="item_text">
<p>L’iva al 4 per cento oggi è vista come un riconoscimento del valore culturale del libro ma proprio per questo è spesso criticata per due ragioni. La prima lamenta il declino degli standard dell’editoria italiana e chiede perché il romanzo di Federico Moccia debba avere la stessa imposta di quello di Giorgio Vasta. La seconda chiede perché i libri di Moccia e Vasta e pure una biografia di Luciano Berio meritino l’iva agevolata mentre un disco di Berio, o di Charles Mingus, è soggetto a un’iva del 22 per cento.</p>
<p>Queste critiche, considerate in linea di principio, non sono folli; ma andrà ricordato che quel 4 per cento deriva, in concreto, dalla particolarissima economia del libro di carta. Luisa Capelli, docente di economia e gestione delle imprese editoriali all’università di Roma Tor Vergata, spiega: “Libri, quotidiani e periodici, infatti, sono distribuiti e venduti con il sistema delle rese, micidiale dispositivo che rende ‘virtuale’ la vendita di questi prodotti fino al momento in cui essi vengono effettivamente acquistati nel punto vendita, con un andirivieni di copie dall’editore, al distributore, alla libreria e viceversa che renderebbe assai complicata l’imputazione dell’iva a ogni passaggio”.</p>
<p>In questa prospettiva ci sarebbe spazio per un’iva differenziata, anche se stabilissimo l’“identità essenziale” tra libro e ebook. Un libro, di carta o di bit, è un libro ma quello di carta ha un’economia e una filiera ben distinte e per queste specifiche ragioni tecniche è favorito con un’iva di 18 punti più bassa rispetto al normale.</p>
<p>Se invece consideriamo, come ha fatto la campagna promossa dall’Aie e come è d’uso comune, il libro un valore culturale da proteggere <em>anche</em> con un’imposta ridotta, pare assolutamente naturale che un lettore su tablet pretenda per il suo <em>Anna Karenina</em> in formato epub lo stesso trattamento fiscale del Tolstoj in tascabile Garzanti.</p>
<p>Ancora, dobbiamo ricordare – lo fa per esempio l’editore digitale <a href="http://www.nazioneindiana.com/2014/11/06/quanta-iva-dare-agli-ebook-e-gli-ebook-sono-davvero-libri/">Fabrizio Venerandi</a> – che in Italia “si vendono pochi ebook, e questi pochi si vendono spesso tramite soggetti transnazionali: come Amazon che l’iva (al 3 per cento) la paga al Lussemburgo”. Gli ebook sono infatti in resistibile ascesa dal tardo 2010, quando Amazon è entrato nel nostro mercato con il lancio dell’ereader Kindle (o meglio del “sistema integrato di lettura digitale Kindle”) e ha fatto uscire l’ebook dallo stato di marginalità commerciale, di “curiosità per smanettoni”.</p>
<p>In questi quattro anni è certo aumentata la diffusione di tablet e soprattutto di smartphone con schermi piuttosto grandi e dalla buona risoluzione, capaci quindi di fornire un piacevole ambiente di lettura di testi digitali. D’altra parte, il mercato degli ebook non è però cresciuto in maniera proporzionale.</p>
<p>Quei quattro milioni di lettori forti in Italia non è che siano passati al libro digitale: alcuni leggono anche in digitale, la grande maggioranza continua a preferire il cartaceo (per riviste e giornali il discorso è parzialmente diverso). E gli altri 56 milioni di cittadini che hanno un rapporto meno frequente o perfino inesistente con i libri non sono stati conquistati alla lettura dalle meraviglie dell’ebook. Di fatto, né la tecnologia diffusa in tutte le case, anzi in tutte le tasche, né l’iva agevolata possono creare lettori dal nulla, nell’assenza di politiche efficaci di promozione della lettura.</p>
<p>Inoltre mica è detto che i 18 punti in meno saranno a tutto vantaggio economico del lettore, se i prezzi di copertina degli ebook (generalmente non alti in Italia) rimarranno invariati e il guadagno sarà, per usare la definizione preferita, una (piccola) boccata d’ossigeno per gli editori.</p>
<p>E per finire, va fatto almeno un accenno ai diritti del lettore digitale: oggi la gran parte dei libri elettronici è “bloccata” da dispositivi di protezione dalla copia (<em>digital rights management</em>, drm) che nei fatti impediscono al legittimo proprietario di fruire del suo ebook liberamente su diverse piattaforme e dispositivi (il tuo libro comprato con il Kindle non lo puoi leggere sul tuo tablet Android se non installando l’app Kindle). Ma occorre capire che “legittimo proprietario” è qui un’espressione impropria e illegittima: non si compra infatti un bene digitale, l’ebook, ma un servizio oggetto di licenza d’uso (<a href="http://www.amazon.it/gp/help/customer/display.html/?ie=UTF8&amp;nodeId=201014950&amp;qid=1414669056&amp;sr=1-1">Amazon</a> così chiarisce il senso del suo “compra ora con un 1 clic” per gli ebook: ‘Il contenuto Kindle ti viene concesso in licenza d’uso e non è venduto dal fornitore di contenuti’; e lo stesso fanno i concorrenti).</p>
<p>Ma su questi temi pare, finalmente, che ci sia una maggiore attenzione anche in Italia; e la crescente consapevolezza del “cliente” potrà costituire un fattore determinante nel bilanciamento dei diversi interessi. Per esempio, i sistemi di protezione drm che impediscono la “trasportabilità” degli ebook cominciano a scontrarsi con lettori digitali che richiedono e preferiscono ebook marcati digitalmente in forma più leggera (il cosiddetto socialdrm). Tuteliamo meglio i lettori digitali e sarà più facile sostenere, in fatto e in diritto, che #unlibroèunlibro.</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Alessandro Gozoia pubblicato su l&#8217;Internazionale &#8220;A parte l’iva, perché in Italia gli ebook non vendono?&#8221;</p>
<p>http://www.internazionale.it/opinione/alessandro-gazoia/2014/11/26/a-parte-l-iva-perche-in-italia-gli-ebook-non-vendono</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2014</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Oct 2014 14:48:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>a cura dell’Ufficio studi AIE La sintesi Si potrebbero definire i diciotto mesi della Grande Trasformazione quelli che hanno caratterizzato il 2013 e il primo scorcio del 2014. Un cambiamento certo indotto dalla crisi, dall’impatto dirompente del digitale, dallo scenario economico in cui il libro si muove. Il mercato del libro oggi non si è solo ridimensionato. Si è progressivamente trasformato, in termini di prodotto e di processo, in un quadro di allargamento a livello esponenziale della competizione internazionale e</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://live.ioeditore.it/wp-content/uploads/2014/10/mercato-ibri-500.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-556" src="http://live.ioeditore.it/wp-content/uploads/2014/10/mercato-ibri-500.jpg" alt="mercato ibri 500" width="500" height="328" /></a>a cura dell’Ufficio studi AIE<br />
La sintesi</p>
<p>Si potrebbero definire i diciotto mesi della Grande Trasformazione quelli che hanno caratterizzato il 2013 e il primo scorcio del 2014. Un cambiamento certo indotto dalla crisi, dall’impatto dirompente del digitale, dallo scenario economico in cui il libro si muove.<br />
Il mercato del libro oggi non si è solo ridimensionato. Si è progressivamente trasformato, in termini di prodotto e di processo, in un quadro di allargamento a livello esponenziale della competizione internazionale e con un pubblico che accede a servizi e prodotti (editoriali e non) sempre più in mobilità. Fa già da tempo i conti con le nuove tecnologie, che hanno cambiato in questi anni i processi produttivi (il 14% delle copie è stampato con sistemi di stampa digitale), logistici (l’80,2% delle librerie non di catena e il 100% di quelle di catena ha un gestionale collegato al magazzino del distributore), distributivi (il 12% delle vendite passa attraverso store on line), di comunicazione (il 58,9% delle case editrici è “attiva sulla rete”). E soprattutto hanno cambiato il prodotto. Il primo dato, positivo, che emerge dall’annuale Rapporto sullo stato dell’editoria realizzato dall’Associazione Italiana Editori (AIE) è che continua a crescere il mercato digitale, sia in termini di titoli disponibili (le nuove uscite, nel 2013, sono 30.382 pari a 40.800 manifestazioni, ossia i diversi formati di pubblicazione dei titoli, ulteriormente in crescita nel 2014), sia di peso sul mercato (3% nel 2013). Tanti ebook scaricati e letti, che però producono fatturati ancora modesti: non si arriva a 40milioni di euro e con un’Iva al 22%, che limita le potenzialità di crescita del segmento editoriale digitale. E’ necessaria una svolta, uno spiraglio per dare una prospettiva nuova a tutto il settore.<br />
L’altro segnale, importante per il ruolo dell’Italia nel mondo, è che cresce anche il peso e il ruolo dell’editoria italiana in chiave internazionale: aumenta la vendita di titoli all’estero (+7,3%) e cresce l’export del libro fisico (+2,6%).<br />
Le buone notizie finiscono qui: per il resto una serie di segni meno. Nel 2013, si restringe del 6,1% il bacino dei lettori, si ridimensiona il mercato (-4,7%), si registra un andamento negativo – per la prima volta – nel numero di titoli pubblicati (-4,1%); diminuiscono le copie vendute (-2,3%) e parallelamente calano i prezzi di copertina, sia dei libri di carta (-5,1%) che degli ebook (-20,8%, al netto dell’Iva). Qui di seguito i principali indicatori del 2013 e un accenno sul 2014 dal Rapporto AIE.<br />
Diminuiscono gli editori: Sono 4.534 &#8211; secondo i dati IE-Informazioni editoriali &#8211; le case editrici che hanno pubblicato almeno un libro nel 2013 (-1% sul 2012). Solo una su quattro (1.187 per la precisione) ha pubblicato più di 10 titoli.<br />
64mila i titoli del 2013: diminuiscono quelli di carta (-4,1%). Crescono quelli digitali (+43%) – Nel 2013 cala del -4,1% (dati IE) la produzione di libri (esclusi i titoli educativi). Considerando anche i titoli educativi, il calo complessivo è del -9,1%. Si tratta di un andamento trasversale alle diverse aree di mercato: -7,2% la varia adulti; -2,3% i libri per bambini e ragazzi; -34,2% i titoli educativi.<br />
Lo stock dei libri di carta in commercio (i cosiddetti “titoli commercialmente vivi”) è di 813mila manifestazioni (più edizioni dello stesso titolo); quello di libri digitali ha superato la soglia delle 100mila (100.524 manifestazioni): in quattro anni – con un mercato che a valore arriva al 3% e indici di lettura di libri e di acquisto in calo – l’offerta ebook è dunque arrivata a coprire oltre il 12% dei titoli in commercio.<br />
Cresce nel 2013 la produzione di titoli ebook, con un +43% (si passa dalle 28.500 manifestazioni del 2012 alle attuali 40.800), circa due terzi dei nuovi prodotti cartacei. Il mercato ebook copre a fine 2013 una quota del 3% dei canali trade (quelli rivolti ai lettori: librerie, online, grande distribuzione) e cresce del +55,9% sul 2012.<br />
Oltre l’ebook. L’insieme del digitale oggi rappresenta l’8% del mercato &#8211; L’ebook, però, è solo una parte del mercato digitale: da anni l’editoria scientifica professionale ha sviluppato anche una sua articolata offerta di prodotti e servizi digitali fruibili attraverso il web, in crescita del 10,2% nel 2013. L’insieme di questi due settori – ebook più servizi &#8211; rappresenta oggi l’8% del mercato (era il 4% nel 2010).<br />
Il mercato del libro scende sotto quota 3miliardi – La filiera editoriale nel 2013 ha sviluppato un fatturato di 2,660miliardi di euro con una flessione del -6,8% (pari a 194,2milioni di euro in meno, dati Ufficio studi AIE). Rispetto al 2010 si sono persi 572 milioni di euro pari al –17,7% (e nella stima non sono considerate le vendite di libri allegati a quotidiani e periodici). Se nel “perimetro del mercato” si inserisce l’usato, il remainders, il non book il calo si attenua leggermente per effetto di merceologie sostitutive al libro, scendendo a un -4,7% rispetto al 2012 e -12,7% sul 2010 (cfr. tabella).<br />
I segni meno attraversano praticamente tutti i generi, con la sola eccezione dell’editoria per bambini e ragazzi: la fiction registra complessivamente un -5,4% a valore (con performance peggiori per la narrativa di autori stranieri che di autori italiani), la non fiction generale un -4,2%. Risultati peggiori per quella specialistica/professionale (-8,6%) e non fiction pratica (la manualistica: -13,2%).<br />
Come si legge? La lettura di libri di carta cala, cresce quella digitale: si riduce nel 2013 il perimetro della lettura di libri di carta in Italia: sono 1,6milioni in meno gli italiani che leggono almeno un libro all’anno (-6,1%). La lettura cala in tutte le dimensioni socio-demografiche che la rappresentano: tra i giovani 6-14enni del -7,4%; tra le donne del -4,7%; tra i forti lettori (+12 libri l’anno) del -10,3%; nelle regioni del Sud (-9,8%) e delle Isole (-11,2%).<br />
In crescita invece quella digitale: i lettori di ebook sono stati nel 2013 1,9milioni (+18,9% sull’anno precedente) con una crescita del +72,7% sul 2010. Non è ancora chiaro quanto di questi risultati sia frutto di processi di sostituzione (dall’abbandono del libro alla lettura dell’ebook), o di integrazione (assai più probabile) tra forme diverse di lettura fatte, a seconda delle circostanze, su device differenti.<br />
Dove si comprano i libri? In libreria, ancora, ma il carrello è sempre più quello degli store online – Il libro si vende ancora in libreria (indipendente e di catena), anche se il suo “peso” si è progressivamente ridotto, passando dal 78,6% del 2010 al 72,7% dello scorso anno: all’interno del dato, diminuisce il venduto delle librerie indipendenti, cresce quello delle librerie di catena. Tendenza inversa per l’e-commerce, che da una quota del 5,1% nel 2010, è passato al 12% (e oltre) dello scorso anno. Il carrello ormai è sempre più quello online: peggiorano invece le performance della grande distribuzione organizzata (ipermercati, supermercati).<br />
L’estero? Torna a crescere la vendita di diritti di autori italiani &#8211; Si inverte la tendenza rispetto al 2012 e torna ad affermarsi la vendita dei diritti di autori italiani all’estero. Sono stati venduti nel 2013 4.597 titoli (+7,3% sul 2012 ma +155,4% dal 2001!), frutto anche delle sempre più frequenti iniziative di coedizione con partner stranieri in segmenti di eccellenza o di libri pubblicati direttamente in lingua inglese perché già pensati per il mercato internazionale. Sono invece quasi 9mila i titoli di cui si sono acquisiti i diritti da case editrici straniere, un valore elevato ma in calo (-2,3%) rispetto al 2012.<br />
Le traduzioni da altre lingue: sono il 17,9% dei titoli, meno sempre meno &#8211; Il 17,9% dei titoli (novità e nuove edizioni) pubblicati nel 2013 sono tradotti da una lingua straniera (dati IE). Un valore che nel 2002/03 (dati Istat) era del 23-24%. Si registra insomma una maggiore capacità delle case editrici a proporsi sui mercati internazionali. L’area di mercato e linguistica prioritaria resta quella anglosassone (da qui proviene il 60,6% dei titoli di varia adulti e ragazzi che da soli generano, a loro volta, il 72% delle copie stampate e distribuite nei canali di vendita) seguita da quella francese, tedesca, spagnola.<br />
Uno scorcio sul 2014: lo scenario sembra confermarsi negativo. Secondo i dati Nielsen nei canali trade si registra nel primo semestre un -6,6% a valore (-33,7milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2013) e un -9% a volume (-3,7milioni di copie vendute rispetto al primo semestre 2013). La diminuzione continua ad essere più accentuata sul canale Gdo e su quello delle librerie indipendenti, rispettivamente con il -15,0% e il -7,5%.<br />
Se da una parte si conferma la tendenza a ridurre la produzione di titoli, dall’altra risulta evidente la crescita di titoli in formato ebook: +86,9% nel confronto tra gennaio-maggio di quest’anno e il corrispondente periodo 2013.<br />
Cresce anche la quota di mercato degli ebook sul mercato complessivo del libro: tra i gruppi editoriali maggiori la quota che ne deriva si colloca ormai tra il 5% e il 7% (stima sul semestre 2014 – solo per i grandi gruppi).</p>
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		<title>libri e lettori in Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Oct 2014 17:45:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Alcune considerazioni sul mercato dei libri in Italia. I dati, che fanno riferimento alle rilevazioni ISTAT e AIE (Associazione Italiana Editori) degli ultimi anni , non vogliono essere esaustivi in quanto riferiti ad anni non omogenei ma sono sicuramente un valido parametro per capire il mercato A) Si legge sempre meno sono 25,9 milioni gli italiani ad aver letto almeno un libro nell&#8217;anno in Italia ( anno su anno sono diminuiti di 723.000 ) e rappresentano il 43% della popolazione</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Alcune considerazioni sul mercato dei libri in Italia.<br />
I dati, che fanno riferimento alle rilevazioni ISTAT e AIE (Associazione Italiana Editori) degli ultimi anni , non vogliono essere esaustivi in quanto riferiti ad anni non omogenei ma sono sicuramente un valido parametro per capire il mercato</p>
<p><strong>A) Si legge sempre meno</strong><br />
sono 25,9 milioni gli italiani ad aver letto almeno un libro nell&#8217;anno in Italia ( anno su anno sono diminuiti di 723.000 ) e rappresentano il 43% della popolazione</p>
<p>il 10% delle famiglie dichiara di non aver libri in casa</p>
<p><strong>B) In Italia si legge molto meno che in altri paesi.</strong></p>
<p>Hanno letto almeno un libro nell&#8217;ultimo anno il:<br />
43% degli italiani 61% degli spagnoli 70% dei francesi 72% degli americani 82% dei tedeschi</p>
<p><strong>C) Le donne leggono più degli uomini</strong></p>
<p>donne 52%. uomini 38%</p>
<p><strong>D) I giovani leggono più degli adulti</strong></p>
<p>(escluso scolastica ma compreso libri suggeriti dai professori)<br />
68% tra gli under 17</p>
<p><strong>E) Al nord si legge più che al sud</strong></p>
<p>nord 48%. sud 35%</p>
<p><strong> F) Si comprano sempre meno libri.</strong> (carta + ebook)</p>
<p>sono stati comprate 99,2 mio di copie ( con un calo di -1,3 mio di copie anno su anno) per un valore di 1,2 MLD (3,2 MLD a prezzo di copertina) che corrisponde a meno dello 0,1% del PIL</p>
<p><strong>G) Quasi la metà delle copie stampate non viene venduta</strong></p>
<p>si stampano 169 mio di copie all&#8217;anno e se ne vendono 99 mio</p>
<p><strong>H) Il mercato è frammentatissimo.</strong><br />
<strong>Molti titoli stampati in poche copie e molti editori</strong></p>
<p>ogni anno vengono pubblicati 64.000 titoli ( 9.000 anche in ebook) da 2.700 case editrici.<br />
99 milionio di copie per 64.000 titoli significa una media di 1.500 copie/titolo</p>
<p><strong>I) Pochi libri fanno il mercato</strong></p>
<p>i primi 20 libri più venduti ( lo 0,03% dei titoli pubblicati) hanno venduto il 5% delle copie. ( 11 MIO copie ovvero 500.000 copie cad)</p>
<p>senza scomodare la media dei polli di trilussa, qualcuno avra venduto piu di 1000 copie e moltissimi meno di 500 copie</p>
<p><strong>L) Gli italiani comprano ancora in libreria ma sempre meno<br />
</strong></p>
<p>vendite in libreria in discesa dal 79% (2008) al 73% delle copie vendute. Stabile la GDO al 16%. Calano anche le vendite nei centri commerciali e salgono le vendite on line che passano dal 3% (2008) al 13%</p>
<p><strong>M) Gli italiani amano la fiction</strong></p>
<p>40% fiction</p>
<p><strong>N) Gli italiani amano i libri economici</strong></p>
<p>il 26%dei titoli equivalente al 40% delle tirature e&#8217; di libri sotto i 10 euro.</p>
<p>il prezzo medio e di 21 euro/libro</p>
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