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	<title>Io Editore &#187; san carpoforo</title>
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		<title>Basilica di San Carpoforo a Como</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2015 12:52:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>In Italia siamo matti!  E a Como lo siamo anche di più!</p>
<p>Con la scusa di EXPO 2015, occasione unica per lanciare Como nell'olimpo delle citta turistiche, spendiamo centinaia di migliaia di euro per nuovi monumenti griffati o per far bello il lungolago e poi teniamo chiuso un capolavoro dell'arte romanica che mezzo mondo ci invidierebbe e che potremmo mostrare a costi quasi nulli.</p>
<p>La Basilica di San Carpoforo è già difficile da trovare perchè non è indicata nemmeno all'ultimo bivio ma non basta. I più caparbi,se riescono a scovarla, scopriranno che è aperta solo per qualche ora alla domenica. Un insulto all'intelligenza umana!</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia siamo matti!  A a Como lo siamo anche di più!</p>
<p>Con la scusa di EXPO 2015, occasione unica per lanciare Como nell&#8217;olimpo delle citta turistiche, spendiamo centinaia di migliaia di euro per nuovi monumenti griffati o per far bello il lungolago e poi teniamo chiuso un capolavoro dell&#8217;arte romanica che mezzo mondo ci invidierebbe e che potremmo mostrare a costi quasi nulli.</p>
<p>La Basilica di San Carpoforo è già difficile da trovare perchè non è indicata nemmeno all&#8217;ultimo bivio ma non basta. I più caparbi,se riescono a scovarla, scopriranno che è aperta solo per qualche ora alla domenica. Un insulto all&#8217;intelligenza umana!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel V secolo il vescovo Felice fonda nella zona a ridosso della collina del Baradello la prima cattedrale della città, trasformando il tempio intitolato a Mercurio in una chiesa cristiana e dedicandola a Carpoforo.</p>
<p>Scavi archeologici condotti in loco a metà Ottocento hanno riportato alla luce un pavimento in opus sectile costituito da lastre triangolari e romboidali bianche e nere, alcune delle quali sono ora murate sulla parete sinistra della scala che scende alla cripta insieme a tre della decina di iscrizioni romane rinvenute negli scavi.<br />
Con lo spostamento della cattedrale in un luogo più vicino alla città, la chiesa di San Carpoforo decadde fino a quando, nel 724 il re dei Longobardi Liutprando decise di ristrutturarla e ingrandirla.</p>
<p>Al 1040, data della consacrazione, quando si era già intervenuti una seconda volta sull’edificio, risalgono le parti che arrivano fino al coro e all’attiguo monastero affidato ai monaci benedettini, mentre abside e cripta sarebbero costruite in epoca successiva, reimpiegando anche reperti romani di provenienza funeraria e materiale di epoca medievale.<br />
La chiesa si pensa fosse contraddistinta da un doppio transetto, di cui oggi se ne vede solo una parte.</p>
<p>La <strong>facciata</strong> non presenta ingressi siccome è addossata alla collina, i cui smottamenti l’hanno interrata per metà della sua grandezza, e un esame dell’interno della chiesa conferma inftti l’assenza di un portone d’entrata.</p>
<p>La <strong>torre</strong> slanciata risale al XII secolo, ed è costituita da un paramento murario in conci regolari di Sasso di Moltrasio, una pietra calcarea proveniente dalle cave del Lario.<br />
Il campanile è caratterizzato da quattro specchiature delimitate da lesene angolari e cornici di archetti ciechi romanici; le aperture sono rappresentate da feritoie nei primi due livelli, monofore nel terzo e a colonnine nella cella campanaria.<br />
L’edificio odierno è a tre navate e diviso in cinque campate irregolari ed è dominato da un ampio presbiterio sopraelevato, in cui si inserisce un semplice coro e l’ambone, databili alla seconda metà del XVI secolo, a cui si accede da una doppia scalinata. L&#8217;abside maggiore risulta costruita con una tecnica accuratissima, tramite l’alternanza di pietre bianche e nere che decorano l’ambiente.</p>
<p>Altro elemento caratteristico della chiesa è la presenza dell’abside minore, situata al termine della navatella settentrionale, non intuibile all&#8217;esterno perché ricavata nello spessore del muro; ugualmente invisibile all&#8217;esterno è il transetto, delimitato internamente dai due grandi arconi della navata centrale.<br />
La cripta, sottostante il presbiterio e destinata nel medioevo ad essere chiesa invernale, è un ambiente ripartito in tre navatelle terminanti in absidiole ricavate in spessore di muro, con tre monofore e piccoli oculi rivolti a oriente; è coperto da volte a crociera con archi acuti sorretti da sei colonnine monolitiche di granito con capitelli scolpiti a fogliami.</p>
<p>Dietro al piccolo altare, rivestito in epoca barocca con marmi policromi, si trova l’urna che per secoli conservò le reliquie del Protovescovo Felice.</p>
<p>La Cappella Rinascimentale dell’Assunta è l’unico ambiente della chiesa in cui compaia una decorazione pittorica, è della seconda metà del ‘500, completamente affrescata con una &#8220;Madonna in trono fra angeli, San Gerolamo e un Vescovo&#8221;, rappresentati sullo sfondo prospettico di una città.</p>
<p>Altri affreschi coevi ritraggono &#8220;San Gerolamo Eremita&#8221; e, nelle lunette della volta, scene dell’&#8221;Annunciazione&#8221;, della &#8220;Visitazione&#8221; e della &#8220;Circoncisione&#8221;.<br />
In fondo alla chiesa c’è un affresco settecentesco raffigurante il &#8220;Battesimo di Cristo&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>tratto da http://www.romanicomo.it/comocarpoforo.htm</p>
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