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	<title>Io Editore &#187; como</title>
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		<title>Vite da laghèe</title>
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		<pubDate>Sun, 10 May 2015 17:45:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[dal mondo dell'editoria]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em>Le recensioni di GdA</em></p>
<p><strong>Con i piedi nell’acqua</strong>, Cecco Bellosi , Milieu Edizioni 237 pagine 14,90 euro</p>
<p>Denso come l’acqua del lago di Como. Di personaggi, storie, aneddoti. La fanno da padroni cuochi, contrabbandieri, partigiani. In un miscuglio di particolari minuziosi di vita e di luoghi l’irregolarità come minimo comun denominatore.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le recensioni di GdA</em></p>
<p><strong>Con i piedi nell’acqua</strong>, Cecco Bellosi , Milieu Edizioni 237 pagine 14,90 euro</p>
<p>Denso come l’acqua del lago di Como. Di personaggi, storie, aneddoti. La fanno da padroni cuochi, contrabbandieri, partigiani. In un miscuglio di particolari minuziosi di vita e di luoghi l’irregolarità come minimo comun denominatore.</p>
<p>Il lago di Come, percorso dal basso verso l’alto, è storia viva di anni passati, anni di povertà, fatica, lotta. Una storia che può sembrare nostalgica ma che invece riporta a vite vere, a naturalità, a semplicità, a genuinità. Non alla artificialità e virtualità del giorno d’oggi.</p>
<p>Come sono diverse queste storie da quelle odierne: ieri povera gente adesso divi del cinema internazionale, stilisti, oligarchi russi, petrolieri arabi. Il lago è meta internazionale di turisti, i suoi abitanti da protagonisti sono diventate comparse. Il contrasto è eclatante. Anche se il lago è sempre stato popolato da aristocratici e da ricchi borghesi però chiusi nelle loro magnifiche ville, lontani dal volgo. Impenetrabili gli uni dagli altri.</p>
<p>Bellosi è un buon narratore anche perché si sente la sua partecipazione alle storie e ai personaggi che racconta. Sono cose sue. Si vede una lunga e approfondita ricerca sui libri e nella propria memoria. Comaschi, lecchesi e brianzoli non possono astenersi dal leggerlo. Parla di loro.</p>
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<p><em>Vite da laghèe</em></p>
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		<title>Basilica di San Carpoforo a Como</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2015 12:52:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>In Italia siamo matti!  E a Como lo siamo anche di più!</p>
<p>Con la scusa di EXPO 2015, occasione unica per lanciare Como nell'olimpo delle citta turistiche, spendiamo centinaia di migliaia di euro per nuovi monumenti griffati o per far bello il lungolago e poi teniamo chiuso un capolavoro dell'arte romanica che mezzo mondo ci invidierebbe e che potremmo mostrare a costi quasi nulli.</p>
<p>La Basilica di San Carpoforo è già difficile da trovare perchè non è indicata nemmeno all'ultimo bivio ma non basta. I più caparbi,se riescono a scovarla, scopriranno che è aperta solo per qualche ora alla domenica. Un insulto all'intelligenza umana!</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia siamo matti!  A a Como lo siamo anche di più!</p>
<p>Con la scusa di EXPO 2015, occasione unica per lanciare Como nell&#8217;olimpo delle citta turistiche, spendiamo centinaia di migliaia di euro per nuovi monumenti griffati o per far bello il lungolago e poi teniamo chiuso un capolavoro dell&#8217;arte romanica che mezzo mondo ci invidierebbe e che potremmo mostrare a costi quasi nulli.</p>
<p>La Basilica di San Carpoforo è già difficile da trovare perchè non è indicata nemmeno all&#8217;ultimo bivio ma non basta. I più caparbi,se riescono a scovarla, scopriranno che è aperta solo per qualche ora alla domenica. Un insulto all&#8217;intelligenza umana!</p>
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<p>Nel V secolo il vescovo Felice fonda nella zona a ridosso della collina del Baradello la prima cattedrale della città, trasformando il tempio intitolato a Mercurio in una chiesa cristiana e dedicandola a Carpoforo.</p>
<p>Scavi archeologici condotti in loco a metà Ottocento hanno riportato alla luce un pavimento in opus sectile costituito da lastre triangolari e romboidali bianche e nere, alcune delle quali sono ora murate sulla parete sinistra della scala che scende alla cripta insieme a tre della decina di iscrizioni romane rinvenute negli scavi.<br />
Con lo spostamento della cattedrale in un luogo più vicino alla città, la chiesa di San Carpoforo decadde fino a quando, nel 724 il re dei Longobardi Liutprando decise di ristrutturarla e ingrandirla.</p>
<p>Al 1040, data della consacrazione, quando si era già intervenuti una seconda volta sull’edificio, risalgono le parti che arrivano fino al coro e all’attiguo monastero affidato ai monaci benedettini, mentre abside e cripta sarebbero costruite in epoca successiva, reimpiegando anche reperti romani di provenienza funeraria e materiale di epoca medievale.<br />
La chiesa si pensa fosse contraddistinta da un doppio transetto, di cui oggi se ne vede solo una parte.</p>
<p>La <strong>facciata</strong> non presenta ingressi siccome è addossata alla collina, i cui smottamenti l’hanno interrata per metà della sua grandezza, e un esame dell’interno della chiesa conferma inftti l’assenza di un portone d’entrata.</p>
<p>La <strong>torre</strong> slanciata risale al XII secolo, ed è costituita da un paramento murario in conci regolari di Sasso di Moltrasio, una pietra calcarea proveniente dalle cave del Lario.<br />
Il campanile è caratterizzato da quattro specchiature delimitate da lesene angolari e cornici di archetti ciechi romanici; le aperture sono rappresentate da feritoie nei primi due livelli, monofore nel terzo e a colonnine nella cella campanaria.<br />
L’edificio odierno è a tre navate e diviso in cinque campate irregolari ed è dominato da un ampio presbiterio sopraelevato, in cui si inserisce un semplice coro e l’ambone, databili alla seconda metà del XVI secolo, a cui si accede da una doppia scalinata. L&#8217;abside maggiore risulta costruita con una tecnica accuratissima, tramite l’alternanza di pietre bianche e nere che decorano l’ambiente.</p>
<p>Altro elemento caratteristico della chiesa è la presenza dell’abside minore, situata al termine della navatella settentrionale, non intuibile all&#8217;esterno perché ricavata nello spessore del muro; ugualmente invisibile all&#8217;esterno è il transetto, delimitato internamente dai due grandi arconi della navata centrale.<br />
La cripta, sottostante il presbiterio e destinata nel medioevo ad essere chiesa invernale, è un ambiente ripartito in tre navatelle terminanti in absidiole ricavate in spessore di muro, con tre monofore e piccoli oculi rivolti a oriente; è coperto da volte a crociera con archi acuti sorretti da sei colonnine monolitiche di granito con capitelli scolpiti a fogliami.</p>
<p>Dietro al piccolo altare, rivestito in epoca barocca con marmi policromi, si trova l’urna che per secoli conservò le reliquie del Protovescovo Felice.</p>
<p>La Cappella Rinascimentale dell’Assunta è l’unico ambiente della chiesa in cui compaia una decorazione pittorica, è della seconda metà del ‘500, completamente affrescata con una &#8220;Madonna in trono fra angeli, San Gerolamo e un Vescovo&#8221;, rappresentati sullo sfondo prospettico di una città.</p>
<p>Altri affreschi coevi ritraggono &#8220;San Gerolamo Eremita&#8221; e, nelle lunette della volta, scene dell’&#8221;Annunciazione&#8221;, della &#8220;Visitazione&#8221; e della &#8220;Circoncisione&#8221;.<br />
In fondo alla chiesa c’è un affresco settecentesco raffigurante il &#8220;Battesimo di Cristo&#8221;.</p>
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<p>tratto da http://www.romanicomo.it/comocarpoforo.htm</p>
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		<title>Como: Aspettando Parolario 2015</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Oct 2014 14:25:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Sono due i desideri di Parolario per il 2015:  tornare a Villa Olmo e avere più sostegno dalla città.     Due speranze, ma sostanziali, soprattutto ricordando le proteste di chi ha dovuto sgomitare per entrare, e magari non ce l’ha fatta, agli incontri più affollati. &#160; Il presidente della manifestazione, Glauco Peverelli, conferma che il trasferimento ha da villa Olmo ha comportato un calo in termini di presenze. Il festival ha subito un calo scendendo a 12-15mila dalle 15-20mila dello scorso anno.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Sono due i desideri di Parolario per il 2015:  tornare a Villa Olmo e avere più sostegno dalla città.     Due speranze, ma sostanziali, soprattutto ricordando le proteste di chi ha dovuto sgomitare per entrare, e magari non ce l’ha fatta, agli incontri più affollati.</p>
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<p>Il presidente della manifestazione,<span class="nero"> Glauco Peverelli, conferma che il trasferimento ha da villa Olmo ha comportato un calo i</span>n termini di presenze. Il festival ha subito un calo scendendo a 12-15mila dalle 15-20mila dello scorso anno. Una diminuzione non significativa perché Parolario è durato un giorno in meno e perché Villa Gallia è più piccola di Villa Olmo e più lontana dal Grumello e da Villa Sucota».</p>
<p>Pensando al 2015 Peverelli dice &#8220;per noi la sede più idonea resta Villa Olmo o piazza Cavour che però costa troppo»</p>
<p>Un aiuto potrebbe darlo la prenotazione a pagamento per evitare la ressa come fanno al festival di Mantova. «Non escludiamo di introdurre il pagamento della prenotazione, anche se dopo 14 anni di eventi gratis un po’ ci dispiacerebbe. Prima &#8211; chiarisce &#8211; era la Regione a vincolarci, il loro contributo era subordinato al fatto che gli incontri fossero gratis, ora non c’è più questo vincolo. Che lo faccia Mantova, che ha risorse 20 volte superiori alle nostre mi fa pensare».</p>
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