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	<title>Io Editore &#187; curiosità sugli scrittori famosi</title>
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		<title>Edgar Allan Poe</title>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2015 18:43:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[biografie in 500 parole]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em>"Empi il bicchier ch'è vuoto, vuota il bicchier ch'è pieno, non lo lasciar mai vuoto, non lo lasciar mai pieno."</em></p>
<div><em>"Divenni pazzo con lunghi intervalli di orribile sanità mentale."</em></div>
<p>E' un pazzo ubriacone? Forse si ma sicuramente stiamo incontrando uno degli autori più controversi: Edgar Allan Poe.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Empi il bicchier ch&#8217;è vuoto, vuota il bicchier ch&#8217;è pieno, non lo lasciar mai vuoto, non lo lasciar mai pieno.&#8221;</em></p>
<p><em>&#8220;Divenni pazzo con lunghi intervalli di orribile sanità mentale.&#8221;</em></p>
<p>E&#8217; un pazzo ubriacone? Forse, ma è <strong>Edgar Allan Poe</strong>.</p>
<p>Secondo di tre fratelli nasce Boston il 19 gennaio 1809. Non ha ancora due anni quando muoiono di tisi entrambi i genitori e viene adottato da John <strong>Allan</strong>, un ricco mercante di Richmond. A 7 anni è a Londra dove frequenta le migliori scuole. Adora già le rime e lo chiamano Jingle-man.</p>
<p>A 11 anni torna in America e frequenta l&#8217;Accademia di Richmond dove si innamora perdutamente di Elena Stannard, madre di un suo compagno di studi. Nel 1825, non ancora sedicenne, subisce l’espulsione dall&#8217;Accademia e la morte di Elena. E’ sconvolto. Anche se ha paura del buio passa le notti a piangere sulla sua tomba finchè incontra Sarah Elmira Royster.  Si amano con passione ma il loro matrimonio è ostacolato dal padre della fanciulla e di nuovo gli si sconvolge l&#8217;animo.</p>
<p>Frequenta l&#8217;Università della Virginia, gioca e si indebita. Il padre non gli copre i debiti e lui lo abbandona e scappa a Boston dove, non ancora diciottenne, pubblica a proprie spese, con lo pseudonimo di Henri Le Rennet, il suo primo libro di poesie &#8216;Tamerlano e altre poesie&#8217;.</p>
<p>Entra a West Point (con il nome di Edgar A. Perry) e raggiunge il grado di sergente maggiore ma dopo due anni si fa deliberatamente espellere.</p>
<p>Nel 1834 il padre adottivo lo disereda costringendolo a guadagnarsi da vivere. Scrive a Baltimora, Richmond, New York e Filadelfia e nello stesso anno sposa sua cugina Virginia che ha solo 13 anni.</p>
<p>Trentenne, assapora il successo. Scrittore di grande inventiva, anticipa generi letterari quali il racconto poliziesco, la fantascienza, la letteratura dell&#8217;orrore e il giallo psicologico ma il successo svanirà presto facendolo cadere in miseria. Comincia a bere e vive di eccessi. Affascinato dal mesmerismo scrive una novella, <em>Rivelazione mesmerica</em>, in cui un soggetto <em>mesmerizzato</em> in punto di morte descrive la vita nell&#8217;aldilà.</p>
<p>Nel 1846 Virginia muore di tbc e Edgar, trentottenne, viene travolto dal dolore. Passa un anno e lo ritroviamo a Baltimora dove si fidanza con una vecchia fiamma, Elmira Royster, che lo convince a smettere di bere ma, nello stesso anno e poco prima delle nozze, lo trovano di notte in pieno delirio mentre girovaga per le strade indossando abiti non suoi. Lo portano in ospedale dove muore quattro giorni dopo senza spiegare cosa gli fosse successo. Non sapremo mai se è stata epilessia, sifilide, rabbia, delirium tremens, meningite o colera.</p>
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		<title>Suggerimenti per un racconto breve</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Apr 2015 17:20:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[suggerimenti per chi scrive]]></category>
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		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[racconto breve]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Hai un'idea per un raccoto breve? Ecco alcuni suggerimenti dettati dall'esperienza:</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Hai un&#8217;idea per un raccoto breve? Ecco alcuni suggerimenti dettati dall&#8217;esperienza:</p>
<p>Comincia decidendo<b class="whb"> chi racconterà la storia.</b> Hai tre diversi punti di vista:</p>
<ul>
<li>prima persona (io) -  uno dei personaggi racconta la storia e narra le vicende</li>
<li>seconda persona (tu) &#8211; il lettore diventa un personaggio della storia</li>
<li>terza persona (lui o lei) - un narratore esterno racconta lo svolgersi della trama</li>
</ul>
<p>Ricordati che il narratore in prima persona potrà raccontare solo quello che conosce (sarà quindi limitato a quello che vede o a quello che gli viene riferito). Mentre nel caso di un narratore in terza persona, quest&#8217;ultimo potrà sapere tutto ed esplorare i pensieri di ogni personaggio senza nessun tipo di limitazione.</p>
<p>Normalmente i racconti hanno una serie di <strong>sezioni indispensabili</strong>:</p>
<ul>
<li>Introduzione: descrizione dei personaggi, ambientazione, epoca ecc.</li>
<li>Inizio azione: è il momento in cui inizierà l&#8217;azione che andrà aumentando.</li>
<li>Azione crescente: è lo sviluppo della storia che pporta il lettore al punto di svolta.</li>
<li>Punto di svolta: è il momento più intenso del racconto e rappresenta il culmine.</li>
<li>Azione calante: questo punto rappresenta l’inizio della conclusione.</li>
<li>Finale: deve essere soddisfacente per il lettore, può rappresentare la risoluzione del conflitto centrale della storia&#8230; Oppure no!</li>
</ul>
<p>Quando scrivi non devi necessariamente seguire quest&#8217;ordine, se hai in mente una grande conclusione scrivila portebbe essere il punto di partenza da cui andrai avanti semplicemente chiedendoti: &#8220;cosa succede dopo?&#8221; o &#8220;che cosa è successo prima?&#8221;</p>
<p>Un&#8217;altra fase importante è la <strong>descrizione dei personaggi</strong></p>
<p>Se hai poca fantasia puoi fare riferimento a caratteristiche delle persone che conosci o di sconosciuti che incontri. Mettendo insieme le caratteristiche di più persone puoi creare un personaggio molto interessante.</p>
<ul>
<li>Fai un elenco e per ogni tuo personaggio scrivi tutte le caratteristiche che immagini gli appartengano. Non importa se poi non le userai tutte.</li>
<li>Per ogni personaggio descrivi anche alcuni alcuni difetti</li>
</ul>
<p><b class="whb">Limita la durata del racconto.</b> Una storia brevedeve svolgersi in un periodo di tempo relativamente breve, senza sottotrame e con due o tre personaggi principali.</p>
<p>Inizia a scrivere.<br />
La prima pagina, o addirittura la prima frase di un racconto dovrebbe essere in grado di catturare l&#8217;attenzione del lettore.Nelle storia brevi è particolarmente importante non dilungarsi nelle introduzioni e nelle descrizioni.</p>
<ul>
<li>Cerca di scrivere tutti i giorni</li>
<li>Lascia che sia la storia a &#8220;scriversi&#8221;.</li>
<li>Quando hai finito la storia, lascia passare qualche giorno o settimana e poi rileggila, correggi gli errori grammaticali e assicurati che il flusso della storia e dei personaggi siano continui e con una risoluzione appropriata.</li>
<li>Fai leggere il tuo racconto ad un amico (potresti anche fornirgli una copia del racconto per annotare le correzioni) e ascolta la sua opinione Prendi in considerazione tutte le critiche fatte al tuo scritto.</li>
<li>Apporta le ultime modifiche sulla base di queste critiche, non tutte solo quelle costruttive.</li>
</ul>
<p>E per finire ricorda che le idee non sono protette dal copyright. Sentiti libero di prendere in prestito qualche idee da un capolavoro, ogni scrittore lo fa.</p>
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		<title>Hai scritto un libro?</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Dec 2014 09:12:19 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[regole per pubblicare un libro]]></category>
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		<category><![CDATA[curiosità sugli scrittori famosi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Se hai scritto un libro guarda le possibilità offerte dalle nuove tecnologie di stampa e di distribuzione per pubblicarlo subito in edizioni cartacee di qualità</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Se hai scritto un libro <a title="STAMPA E PUBBLICA" href="http://live.ioeditore.it/?page_id=2">guarda le possibilità</a> offerte dalle nuove tecnologie di stampa e di distribuzione per pubblicarlo subito in edizioni cartacee di qualità</p>
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		<title>curiosità da sapere sugli scrittori famosi</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Nov 2014 10:00:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Ci affascinano con le loro parole, ma non sempre chi predica bene razzola altrettanto bene: sono molte le curiosità da sapere sugli scrittori famosi, stranezze e vizi raccolti in “Vite segrete dei grandi scrittori”, libro scritto da Robert Schnakenberg, illustrato da Mario Zucca e pubblicato per i tipi di Electa-Mondadori. Siete pronti a scoprire segreti inconfessabili di grandi firme come William Shakespeare ad Edgar Allan Poe, Ernest Hemingway a Lewis Carrol, passando per l’immancabile Oscar Wilde e l’insospettabile Louisa May</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Ci affascinano con le loro parole, ma non sempre chi predica bene razzola altrettanto bene: sono molte le <strong>curiosità da sapere sugli scrittori famosi</strong>, stranezze e vizi raccolti in “<strong>Vite segrete dei grandi scrittori</strong>”, libro scritto da <strong>Robert Schnakenberg</strong>, illustrato da <strong>Mario Zucca</strong> e pubblicato per i tipi di <strong>Electa-Mondadori</strong>. Siete pronti a scoprire segreti inconfessabili di grandi firme come <strong>William Shakespeare</strong> ad<strong> Edgar Allan Poe, Ernest Hemingway a Lewis Carrol</strong>, passando per l’immancabile <strong>Oscar Wilde</strong> e l’insospettabile<strong> Louisa May Alcott</strong>?</p>
<p>Che gli scrittori non fossero certo dei santi lo si sapeva già, ma il libro <strong>“Vite segrete dei grandi scrittori” scritto da Robert Schnakenberg</strong> ci rivela curiosità e retroscena su alcuni dei più grandi scrittori di fama mondiale che possono farci leggere con occhi diversi i loro capolavori più noti. Ad ogni scrittore è dedicato un capitolo e una scheda con <strong>dati anagrafici</strong>, segno zodiacale, opere principali, stile letterario e citazioni, ma anche il racconto della sua vita, soprattutto per quanto riguarda<strong> lati oscuri e manie</strong>.</p>
<p>Prendiamo ad esempio <strong>Louisa May Alcott</strong>: la grandissima autrice conosciuta per il celeberrimo <strong>Piccole Donne</strong>, un classico per la letteratura dell’infanzia… era in realtà <strong>un’accanita fumatrice d’oppio</strong>; forse per consolarsi di un importante editore che le disse “<em>Non sai scrivere</em>“? Questo non lo sappiamo, ma è vero che nonostante Beth, Jo, Amy e Meg vogliano molto bene alla loro mamma, la nostra da piccola era una bambina molto indisciplinata (un po’ come Jo, d’altra parte), convintissima che nella sua vita precedente fosse stata <strong>un cavallo</strong>. Sicuramente sarebbe andata molto d’accordo con <strong>Jean-Paul Sarte</strong>, che (accanto al vizio della nicotina), volendo liberare la sua immaginazione, cominciò a fare uso di <strong>mescalina</strong>: nonostante la supervisione del medico, gli effetti furono assai spiacevoli – un giorno si convinse di essere inseguito da una mostruosa aragosta.</p>
<p>Se avete amato <strong>Jack Kerouac</strong> e la sua idea di libertà, preparatevi a rileggere con idee diverse i suoi capolavori: l’esponente più celebre della beat generation era un <strong>cattolico devoto che disprezzava gli hippies</strong> e guardava con favore alla guerra in Vietnam; vero è però che gli piaceva molto l’alcool. E a proposito di alcool, che <strong>Ernest Hemingway</strong> fosse fumantino nessuno si sogna di negarlo, ma l’uomo che decantava la virtù della pazienza nel celebre “<strong>Il vecchio e il mare</strong>” non prese proprio benissimo una cattiva recensione, tanto da <strong>stendere il critico</strong> che l’aveva stilata con una mossa di wrestling.</p>
<p>In questo libro non poteva mancare<strong> Oscar Wilde</strong>: forse pochi sanno che l’autore de <strong>L’importanza di chiamarsi Ernesto</strong> fu sconfitto nientemeno che da Bram Stoker nella conquista di <strong>Florence Balcombe</strong> (la quale, probabilmente, decise che era meglio un esperto di vampiri a un gay dichiarato) e che <strong>Il ritratto di Dorian Gray</strong> prende spunto forse dalla sua grande vanità: ossessionato dai capelli grigi, usò ogni tipo di tintura, colorazioni che però gli causarono svariate dermatiti.</p>
<p>E se il grande aforista inglese diceva “<em>Una scrivania ordinata è sintomo di una mente malata</em>“, chissà cosa avrebbe detto se avesse conosciuto <strong>Charles Dickens</strong>: il celeberrimo autore di<strong> Oliver Twist</strong> (famoso per rispettare le sue scadenze spesso scrivendo nell’anticamera del suo editore) era <strong>un maniaco dell’ordine</strong>, che non scriveva una riga se tavoli e sedie non erano come diceva lui e spazzolava i suoi (radi) capelli decine di volte al giorno. Assai <strong>superstizioso</strong>, toccava tutto tre volte come auspicio di buon augurio, e nel suo tempo libero praticava il mesmerismo (inteso come ipnosi).</p>
<p>Il mesmerismo è un tema ricorrente nelle opere di <strong>Edgar Allan Poe</strong>, e se vi siete mai chiesti come mai il grande autore americano sia diventato uno dei fondatori del <strong>genere horror</strong>, beh: spedito in collegio da piccolo, il nostro fu introdotto ai misteri della matematica imparando a <strong>fare i conti sulle lapidi di un cimitero</strong> (anno di morte-anno di nascita = età del sepolto), visto che il preside della scuola non voleva spendere soldi comprando i libri. Bonus: l’autore che ancora oggi terrorizza i suoi lettori aveva <strong>paura del buio</strong>.</p>
<p>A proposito di paure, <strong>James Joyce odiava a morte i cani e i tuoni</strong> e, in misura minore, i monumenti; amava però il <strong>sadomaso</strong>, tanto che in varie lettere spedite alla sua amante <strong>Nora Barnacle</strong> chiedeva di essere schiaffeggiato, picchiato e frustrato. In tema di amore, avevano il loro daffare anche <strong>Lord Byron</strong>, che a Venezia, in un anno, sedusse e portò a letto 250 donne (e un giovane di passaggio), e <strong>William Shakespeare</strong>: la moglie era già incinta di alcuni mesi il giorno del matrimonio (e pare non fosse l’unica ad aspettare un figlio dal Bardo); e chissà che non sia proprio a causa delle tante tresche che Shakespeare si firmò in almeno sei modi diversi, tra cui Shackper, Shakspear, Shakspea, Shackspere.</p>
<p>La palma d’oro in materia di tresche spetta però a <strong>Lev Tolstoij</strong>: discendente diretto di Gengis Khan, il grande autore russo regalò una <strong>prima notte di nozze</strong> indimenticabile alla moglie diciottenne, raccontandole le sue numerose esperienze sessuali e incoraggiandola a leggere i suoi diari privati. L’inventiva sessuale sembra invece mancare a <strong>Franz Kafka</strong>, dotato di <strong>scarsa sfrontatezza</strong>: vergognandosi del fisico emaciato e della scarsa muscolatura, frequentò alberghi termali per nudisti senza mai togliersi i pantaloncini; divenne maniaco delle diete, tra cui la <strong>Fletcherizing</strong>, per cui prima di ingoiare un boccone di cibo, devi masticarlo 45 volte.</p>
<p>Decisamente più gioioso<strong> T.S. Eliot</strong>, che amava i cuscinetti che spernacchiano quando uno ci si siede sopra e i sigari esplosivi; secondo quanto raccontato nel libro, una volta pose fine ad una riunione del consiglio di amministrazione della sua casa editrice buttando una <strong>manciata di mortaretti</strong> tra le gambe del direttore. Altrettanto eclettico <strong> Lewis Carroll</strong>, che nel tempo libero si dedicava a inventare e costruire gadget, tra cui una penna elettrica, un triciclo, un sistema mnemonico per ricordare nomi e appuntamenti; oltre a migliorare il backgammon, creò l’antenato del gioco di parole Scarabeo. Chi invece doveva godere di poca inventiva fu <strong>Jack London</strong>, accusato più volte di plagio (traeva spunto da fatti di cronaca e/o pagava persone perché lo aiutassero): nonostante questo – e nonostante fosse socialista in maniera radicale – guadagnò milioni di dollari con i suoi libri.</p>
<p>Chiudiamo come abbiamo cominciato, con le grandi autrici: se i romanzi di <strong>Virginia Woolf</strong> vi sembrano ostici, sappiate che l’autrice li scrisse perlopiù stando in piedi; indisciplinata come la Alcott, la nostra da piccola ebbe anche un litigio con lo scultore<strong> Auguste Rodin, che le rifilò uno schiaffo</strong> per aver osato svelare i pezzi non finiti che lo scultore aveva nascosto sotto un telo, vietandole di esaminarli. Decisamente meno gioiosa la vita delle <strong>sorelle Brontë</strong>: la casa in cui crebbero era circondata da tre cimiteri, e anche se viene descritta come “<em>un posto tremendo, agghiacciante, letteralmente ricoperto di lapidi annerite dalla pioggia</em>“, Charlotte, Emili e Ann la adoravano.</p>
<p>La storia più tragica di tutte resta però quella di <strong>Sylvia Plath</strong>, che aveva sì un quoziente intellettivo di 166, ma la prima volta che incontrò il futuro marito, Ted Hughes, era così agitata che lo <strong>morse a sangue</strong> sulla faccia. Ebbe difficoltà ad integrarsi a scuola e si suicidò nell’appartamento di Londra un tempo abitato da <strong>W.B.Yeats</strong>, il suo poeta preferito.</p>
<p>articolo scritto da Fulva Leopardi e pubblicato da Nanopress: http://www.nanopress.it/cultura/2014/06/11/curiosita-sugli-scrittori-famosi-stranezze-e-vizi-delle-grandi-firme/15601/</p>
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		<title>Curiosità sugli scrittori famosi</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Nov 2014 14:55:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Si dice che Shakespeare non correggesse mai, e che scrivesse talmente veloce da non usare punteggiatura per non dover interrompere il flusso. Un altro scrittore di velocità (esempio facile se si considera la quantità di pagine scritte) fu Charles Dickens, che con poche cancellature e una grafia stabile e larga portava avanti una mole di lavoro di almeno 550 parole al giorno (arrivando fino a 4000 parole nei giorni più fecondi). Ma è probabile che il record sia di Stendhal</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Si dice che Shakespeare non correggesse mai, e che scrivesse talmente veloce da non usare punteggiatura per non dover interrompere il flusso. Un altro scrittore di velocità (esempio facile se si considera la quantità di pagine scritte) fu Charles Dickens, che con poche cancellature e una grafia stabile e larga portava avanti una mole di lavoro di almeno 550 parole al giorno (arrivando fino a 4000 parole nei giorni più fecondi). Ma è probabile che il record sia di Stendhal che scrisse assai meno, ma davvero rapidamente.</p>
<p>Honoré de Balzac, per esempio, vestiva un casacca particolare e accendeva quattro candele, prima di gettarsi a forte velocità a scrivere una delle opere più lunghe mai scritta da una singolo scrittore (i 47 volumi della <i>La Commedia umana</i>, che però sono una parte addirittura minore di ciò che scrisse, se si include anche la corrispondenza).</p>
<p>Lev Tolstoj spese 6 anni per scrivere <i>Guerra e pace</i> in almeno 8 stesure, con la moglie Son&#8217;ja che ricopiava ogni pagina in bella, essendo tra l&#8217;altro una delle poche a saperne decifrare l&#8217;urgente pessima grafia.</p>
<p>Joseph Conrad continuò a scrivere con la penna a immersione dal pennino metallico anche dopo l&#8217;invenzione della stilografica, con in più la tendenza a conservare, dopo l&#8217;uso, penne rotte e pennini spuntati per ragioni affettive.</p>
<p>J.R.R. Tolkien scrisse <i>Il signore degli anelli</i> in 12 anni, usando il retro dei fogli dove i suoi studenti facevano i compiti, e una penna a immersione.</p>
<p>John Cheever scrisse una larga parte della sua opera in mutande, dopo aver raggiunto vestito di tutto punto in ascensore la cantina ed essersi nuovamente spogliato. Pare che avesse paura di interrompere il rituale perché non svanisse l&#8217;ispirazione.</p>
<p>John Steinbeck, Thomas Wolfe, Francis Scott Fitzgerald e Vladimir Nabokov preferivano la matita, anche se si facevano fotografare con la macchina da scrivere e qualche volta l&#8217;utilizzarono in versioni successive alla prima. Georges Simenon, fino a quando assai tardi cedette alla macchina da scrivere, si preparava al lavoro appuntando 50 matite che allineava sulla scrivania, e se si spezzava la punta ad una cambiava direttamente matita senza perdere tempo. Per molti dei suoi libri aveva poi il rituale di segnare su una busta gialla da corrispondenza l&#8217;elenco dei personaggi per ricordarsi il nome man mano che la trama continuava a svolgersi.</p>
<p>Anche Iris Murdoch, Martin Heidegger e Graham Greene preferivano scrivere a mano (e così hanno dichiarato Paul Auster, Naguib Mahfouz e Mario Vargas Llosa). Norman Mailer addirittura si sentì bloccato dalla tastiera e recuperò la vena artistica tornando alla penna.</p>
<p>Al contrario, erano affascinati dalla macchina da scrivere scrittori così diversi come Friedrich Nietzsche, Mark Twain, Jack London, Jack Kerouac ecc.</p>
<p>Primo Levi non volle mai usare il personal computer.</p>
<p>Marcel Proust che scriveva sempre a letto tra le pareti ricoperte da sughero</p>
<p>Thomas Carlyle che si fece costruire apposta una stanza isolata acusticamente</p>
<p>Kenzaburō Ōe racconta di scrivere meglio mentre ascolta la musica provenire dalla stanza accanto e scelta dal figlio che soffre d&#8217;una menomazione mentale.</p>
<p>Scrivevano invece ovunque Saul Bellow, Allen Ginsberg o Jean-Paul Sartre, specialmente ai tavolini di un bar, dove a Palermo fu composto in gran parte anche il <i>Gattopardo</i> di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.</p>
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