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	<title>Io Editore &#187; la Morandini dei poveri &#8211; recensioni semiserie di film</title>
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		<title>Exploding Sun</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jun 2015 10:14:46 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[la Morandini dei poveri - recensioni semiserie di film]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>La Morandini dei poveri “Exploding Sun”, un nuovo soggetto finalmente dopo miliardi di catastrofi nucleari? Dai, che forse è la volta buona! Una specie di Shuttle chiamato invece Clipper forse per non farsi denunciare per diffamazione dalla NASA, parte per viaggiare verso la Luna e per la prima volta ci sono passeggeri che vivranno (per poco…) questa esperienza unica in quanto l’ultima. Alla guida due bellone ovviamente super preparate (altro che la Cristoforetti) mentre alla base spaziale c’è un bel</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>La Morandini dei poveri</em></p>
<p>“Exploding Sun”, un nuovo soggetto finalmente dopo miliardi di catastrofi nucleari? Dai, che forse è la volta buona! Una specie di Shuttle chiamato invece Clipper forse per non farsi denunciare per diffamazione dalla NASA, parte per viaggiare verso la Luna e per la prima volta ci sono passeggeri che vivranno (per poco…) questa esperienza unica in quanto l’ultima. Alla guida due bellone ovviamente super preparate (altro che la Cristoforetti) mentre alla base spaziale c’è un bel figo che deve dirigere le operazioni indispettito però, già dall’inizio, da un competitor ex pilota e forse addirittura ex comandante di non si sa cosa che lo punzecchia insopportabilmente: l’odio scorre tra queste due lingue biforcute anche perché in passato hanno condiviso la stessa donna che attualmente è al servizio del Presidente degli U.S.A. e sta subito sui maroni perché oltre essere falsacome Giuda è una gran leccaculo. Il Presidente questa volta non è nero, come visto in altre pellicole, ma bianco di pelle per par condicio, però con i capelli rossi come Rita Pavone.<br />
La base spaziale finalmente è di tutto rispetto in quanto arredamento: invece delle solite lucine dei distributori di caffè, ci sono dei signor computer e degli elaboratori altamente sofisticati, peccato che non serviranno a un bel nulla soprattutto quando lo shuttle che viaggia alla modica velocità di 1.700 chilometri al minuto … si va a schiantare contro il sole, ‘sto bastardo, proprio lì si doveva mettere? Ma c’è tempo per tutto come al solito: confessioni, pentimenti, scuse e dai che invece di un bel selfie ci passiamo l’ Ipad con il quale ognuno può comunicare alla propria famiglia (vai con la cassetta preregistrata…) quanto gli ha voluto bene,e quanto sono orgogliosi, e che non si dimenticheranno e… cheppalle!!!<br />
Lo scontro catastrofico di questo microbo di navetta contro una stella così “piccola” come il Sole…suspence…cosa fa accadere? Sappiamo che è difficile immaginarlo e lo spettatore è già in uno stato d’ansia anticipatoria e non sa darsi una risposta perdendosi d’animo. Ma suvvia, cosa può accadere se non una bella inversione di clima e un bombardamento di fulmini e saette? Come sempre l’ennesimo immancabile chissenefrega per quelli che sono morti tra i quali la moglie stessa del Presidente e un messicano che si cagava addosso fin dall’inizio e che, pover uomo, ci aveva infatti visto lungo. Non passano dodici ore dal tragico evento che i rispettivi consorti e figli hanno già elaborato il lutto. E’ un’ infinita replica, un altro deja-vù kafkiano, cosa che costringe anche il critico cinematografico a ripetersi costernato con i suoi lettori per tediarli infinitamente annoiandosi di se stesso e oramai prigioniero di una crisi d’identità…per non parlare dei nervi&#8230;<br />
Ma bando alle ciance, arriviamo al punto cruciale e intimista: oramai i due antagonisti – visto il disastro epocale – dopo vari rinfacciamenti e rancori mettono da parte il loro orgoglio “macho” e cominciano a collaborare per evitare, ma soprattutto risolvere questa catastrofe nella catastrofe. C’è tempo, possono anche cambiarsi e, mi raccomando, mettersi la divisa dell’Aeronautica prima di salire a bordo di un aereo militare che fa sempre e ancora una volta tanto maschio che non deve chiedere mai. Perché prendere il volo? Per andare affanculo con tutti gli sceneggiatori e la produzione magari? Speranza delusa: vanno e prendono il volo per invertire la polarità ma, attenzione, bisogna essere informati e fare alcune precisazioni non sulla trama ma su come stanno in realta&#8217; le cose anche secondo la nostra Margheritona: nel giro di 3 o 4 mesi il Sole raggiungerà il picco del suo ciclo di attività della durata di circa 11 anni. Questo coinciderà – da solo &#8211; con l&#8217;inversione dei poli magnetici. Sono entrambi eventi previsti e già in atto che avranno come ripercussioni disturbi radio e bellissime aurore intorno a dicembre. Qualcosa di particolare sta accadendo al nostro Sole. Secondo i rilevamenti eseguiti da alcuni ricercatori americani, infatti, il suo campo magnetico si sta invertendo, ossia il Polo Nord magnetico diventerà il Polo Sud magnetico e viceversa.<br />
L’inversione del campo magnetico solare non è qualcosa di unico ed eccezionale. Il Sole, infatti, cambia di polarità ogni 11 anni circa, quando si è al culmine di ogni “ciclo solare”. INSOMMA, per fare sto film di merda non potevano aspettare 11 anni??? PRIMO perchè non sarebbe successo assolutamente nulla e soprattutto DUE perché ci saremmo risparmiati di essere presi tutti per i fondelli…<br />
A parte ciò e la nevrosi incalzante uno dei due protagonisti (visto che la compagna è morta ai comandi dello Shattle-Clipper e non ha neanche più la gnocca per dare un senso alla sua vita) si sacrifica e muore schiantandosi, mentre l’altro, che era il più bastardo e arrogante dei due e che la gnocca da soddisfare ce l’ha ancora rimane e si salva. Insomma, come si dice, piove sul bagnato. La prossima volta noi tutti speriamo che piova solo letame.</p>
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		<title>Distruzione totale</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Jun 2015 08:17:08 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[la Morandini dei poveri - recensioni semiserie di film]]></category>
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		<category><![CDATA[distruzione totale]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em>La Morandini dei poveri<br />
</em></p>
<p>“ Distruzione totale ”, meglio sarebbe stato “Disastro Totale” o addirittura – per lieve assonanza - “Distruzione Mentale”. I due protagonisti sono uno scienziato dalle fattezze incrociate di un Gianni Morandi anoressico con un William Dafoe smarrito e la collega scienziata pure belloccia perennemente in competizione con il mondo che hanno studiato per 15 anni come produrre energia illimitata. Finalmente</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em><em>La Morandini dei poveri<br />
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<p>“ Distruzione totale ”, meglio sarebbe stato “Disastro Totale” o addirittura – per lieve assonanza &#8211; “Distruzione Mentale”. I due protagonisti sono uno scienziato dalle fattezze incrociate di un Gianni Morandi anoressico con un William Dafoe smarrito e la collega scienziata pure belloccia perennemente in competizione con il mondo che hanno studiato per 15 anni come produrre energia illimitata. Finalmente ci siamo, ce l’hanno fatta! I dialoghi, profondi come se tratti dai saggi di Nietzsche o Proust, sono infarciti di teorie di fisica nucleare sulle equazioni di Klein-Gordon e di Dirac, con divagazioni sulla teoria dei gruppi e della simmetria Chirale oltre a cenni sulle correnti conservate e l’algebra delle stesse con approfondimenti sugli stati mesonici e dello spettro adronico così come il decadimento del pione per terminare con la descrizione dei campi scalari e delle teorie di gauge con riferimento solo alla superconduttività, Lo spettatore (soprattutto quello americano) davanti a tanta sapienza, si sente piccolo piccolo mentre tu italiano come solo Toto Cotugno può orgogliosamente rappresentarti anche in cinese – magari un po’ più avanti, ma che non sei certo Stephen Hawking – rimani affascinato e ti concentri così tanto per capire cosa “minchia” stanno dicendo che perdi però di vista tutto quello che accade intorno e gli eventi che si susseguono. Poco male, capirai cosa ci siamo persi, anzi, forse meglio così… Come da copione “mai visto” si intrecciano altre storie a côtè di questi due sbruffoni. Per esempio un elettricista disturbato da un passato tormentato, violento con la moglie e dedito all’alcool: un compagno ideale che lavora sui tralicci delle disperse strade americane di un collega pacioccone come Leopoldo Sbafetti pure latino-americano (i soliti razzisti!). Ultima, tra le varie, figura da menzionare è la figlia dello scienziato, una certa Ruby che del DNA del padre deve aver ereditato ben poco visto che il suo Q.I. è pari a quello di un cavalluccio marino fulminato però da una murena. La trama quindi si riduce al lavoro degli scienziati arrivati a un “dunque” (da non confondere con la teoria dei “quanti”) e un gruppo di terroristi che voglio boicottare questi loro esperimenti, ma scambiano la primavera per l’autunno visto che si camuffano come se fosse Halloween: una tristezza infinita tanto da irritare persino i Black Bloc meno accaniti. Anche l’occhio vuole la sua parte, perbacco! E la piccola RubyRubaCuori dove ci va a finire? Nel gruppo di “terroristi”! Peraltro così denominati dagli sceneggiatori del film, anche se andrebbero definiti quattro studenti sfigati di prima ragioneria accampati non si sa dove, ma che Woodstock lo vedono con il binocolo, anche perché crediamo non sappiano neanche cosa sia se non un nuovo gioco da scaricare per il cellulare.<br />
L’aquila Ruby non ha neanche un dubbio, un momento di reticenza o incertezza e – senza neanche sapere chi sono questi quattro coglioncelli – li fa entrare in casa e passa loro tutti i segreti e le teorie del padre. Quando viene trascinata dal gruppo che si dirige verso la centrale nucleare – dopo averla vestita anche lei da scheletro di Dolcetto o Scherzetto (della natura) per la festa dell’oratorio – è ancora lì, con una lagna che ci fa esplodere i maritozzoli, a chiedere dove la stanno portando… Ma santo cielo, non ha nè bevuto nè fumato LSD!!! Ma non si può!!!<br />
Riprendendo la trama, ma soprattutto il titolo del film, che diversamente non avrebbe senso, la produzione di energia illimitata non riesce ad essere contenuta e scoppia il casino (a ridajie!): fulmini, saette, fumi, crolli, incendi devastanti a chilometri di distanza, botti e ovviamente feriti con ospedali al collasso, ma anche qui – come sempre – un altro ennesimo bel chissenefrega.<br />
Quale sarà il metodo per fermare tutto ciò??? Indovina indovinello! Ovviamente chiudere sa il belino cosa e ri-ovviamente a mano lasciandoci la pelle: questa volta tocca all’uomo di colore che cercava di coordinare le operazioni di controllo. Kunta Kinte è stato anche questa volta riscattato. L’elettricista psicopatico collabora alla salvezza di Denver (la località la scopriamo dopo 40 minuti di film usando Google Earth) mettendo la sua mano d’opera al servizio della scienza ripristinando sui tralicci i cavi (telefonici?) saltati e più che la sua mano (d’opera) ci rimette tutta la vita lasciando vedova la moglie bistrattata con la quale aveva da poco fatto pace. La prossima volta ci pensi prima, testina di cazzo.<br />
La jeep sulla quale i quattro pirloni viaggiano compresa la cerebrolesa capotta: ferita sulla fronte, come da copione, il padre la salva mentre lei chiede disperatamente perdono perché non sapeva quello che faceva… (Gesù ti preghiamo anche noi: perdona gli sceneggiatori perché non sanno quello che scrivono!).<br />
Scena finale al tramonto, abbraccio rassicurante del padre comprensivo e sorridente che avrebbe invece dovuto educare la figlia a badilate in testa e non con un metodo Montessori approssimato e tutto è finito. In fondo cos’è successo? Che sarà mai? Qualche città distrutta, qualche migliaio di ettari di boschi rasi al suolo, qualche migliaia di morti di cui nessuno si preoccuperà più di tanto, vite e carriere devastate, ma l’importante è tornare a casa. Home Sweet Home. Ecco quindi un film dalla durata improponibile che non è un remake, non è ritornello o un refrain, niente di tutto questo: è una visione onirica inquietante, un’allucinazione, forse un abbaglio, un delirio, un deja-vù infinito, un incubo interminabile. Dopo la visione lo spettatore sente intimamente il profondo bisogno, la primaria necessità di girare su gli “Amici” di Maria De Filippi e aspettare che inquadrino Loredana Bertè, solo così finalmente torna a sentirsi normale e soprattutto a casa, dove le braccia di Morfeo lo aspettano per superare con un lungo sonno il disturbo post-traumatico da stress subìto. Peccato che su The Lancet vi è scritto che per ottenere una remissione completa in media ci vogliono minimo dai sei agli otto mesi&#8230; Insomma, per usare un fine giro di parole in francese: Mecojoni!</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul class="info cf">
<li>USA <time>2013   (Eve of Distruction)<br />
</time></li>
<li>Genere: Fantascienza</li>
<li>durata 120&#8242;</li>
<li>film per la tv</li>
</ul>
<p class="regia">Regia di Robert Lieberman, Richard Beattie</p>
<p class="cast">Con Steven Weber, Christina Cox, Treat Williams, Aleks Paunovic, Colin Lawrence, Jessica McLeod, Leah Gibson, Eli Goree, Michael P. Northey</p>
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		<title>Tentacoli sulla Città</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2015 07:49:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em>La Morandini dei poveri       </em></p>
<p>"Tentacoli sulla Città": perchè il talento effettivamente sta nell’originalità.</p>
<p>Siamo a Seattle e (come sempre) un’arma letale lanciata da una specie di portaerei sulla città causa, ma guarda un po’, un disastro climatico cui siamo oramai tristemente abituati.<br />
Ma niente paura, questa volta abbiamo una famigliola “allargata” formata da un uomo con figlio a carico e la compagna madre invece una figlia sedicenne vestita come la Befana che vien di notte con le scarpe tutte rotte..........................</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><em>La Morandini dei poveri       </em></p>
<p>&#8220;Tentacoli sulla Città&#8221;: perchè il talento effettivamente sta nell’originalità.</p>
<p>Siamo a Seattle e (come sempre) un’arma letale lanciata da una specie di portaerei sulla città causa, ma guarda un po’, un disastro climatico cui siamo oramai tristemente abituati.<br />
Ma niente paura, questa volta abbiamo una famigliola “allargata” formata da un uomo con figlio a carico e la compagna madre invece una figlia sedicenne vestita come la Befana che vien di notte con le scarpe tutte rotte. Tutti e quattro insieme sono una nidiata di aquile, ma non in senso ironico, dei premi Nobel per davvero! Lui, seppur abbastanza giovane e con una dentiera da 86 denti deve essere un chimico farmaceutico in pensione anticipata con pretese da scienziato, il figlio simpatico come una cacca schiacciata a piedi nudi non si sa bene cosa faccia ma probabilmente uno studente apparentemente fancazzista, la donna è un Capitano di Corvetta e la liceale grounge una tormentata secchiona con crisi adolescenziali di cui faremmo a meno nel sentirle. Un’allegra brigata insomma che si mette a collaborare con un catti-cattivissimo nevrotico e misogino che battibecca in continuazione con la bionda Capitano di Corvetta dalle sembianze di una giovane badante rumena. Non sono mai d’accordo, ma per fortuna nello scatenamento devastante del disastro climatico formato da trombe d’aria persecutorie, mareggiate, venti glaciali e chi più ne ha più ne metta, il cattivone viene strafulminato in un nano secondo e via che uno è andato.<br />
Ovviamente, come sempre, &#8211; anche quando moriranno altri co-protagonisti, buoni o detestabili che siano nessuno avrà mai un moto di pietas…ma chissenefrega uno più o uno meno che differenza fa? Tra gli interpreti anche un Paolo Villaggio in versione russa dall’originale nome di Dimitri che ha collaborato con i Russi ai tempi della Guerra Fredda e conosce tutti i segreti di queste benedette armi chimiche delle quali ci domandiamo ogni volta il perché senza riuscire mai a darci una risposta. Ma forse è meglio così.<br />
Fulmini e meteoriti si scatenano ovunque lasciando buchi incandescenti che, con una certa perspicacia, non c’è che dire, vengono toccate dal solito curiosone di turno, un San Tommaso che non ci credo se non ci metto il naso: lui però ci mette solo un dito e tanto basta per farlo pietrificare in modo aberrante e poi crepare. La prossima volta, che ovviamente non ci sarà, starà lo stesso più attento. Tentacoli putridi e color del catrame sbudano da ogni parte e gli effetti sono davvero unici, nel senso che speriamo di vederli questa volta e mai più&#8230;I due ragazzi, presto fratellastri, si beccano anche loro come due zitelle acide, ma tra le righe va letto un sentimento di rancore e di gelosia che sembra incolmabile e irreparabile. Ma colpo di scena (mai visto!): rimangono incastrati in macchina, non riescono a raggiungere la postazione base-unità di crisi, sono perseguitati da un tornado e finalmente si lasciano andare dicendosi che in fondo si vogliono bene…: i marshmallow sono meno stucchevoli. Mentre il padre di sbatte come un dannato e scopre con la scatola de “Il Piccolo Chimico” cos’è tutto ‘sto casino e ha delle intuizioni che neanche Carlo Rubbia se le sogna, meno male che c’è il figlio fancazzista che gli da dei suggerimenti fondamentali sui vari materiali caduti sulla terra. Il metodo per fermare tutto sto disastro – mentre nel frattempo è pure crollata la torre Space Needles (se no, perché scegliere proprio Seattle come location?) è far piovere (e’ttepareva),. L’intuizione viene dalla secchiona che sta veramente diventando sempre più antipatica del suo futuro fratellastro – il che è tutto dire. Ovviamente le turbine per riempire i serbatoi d’acqua non sono più funzionanti via computer e quindi il povero vecchio Dimitri si sacrifica in nome di Lenin ad annegare in un silos andando ad aprirle manualmente: questo il suo riscatto. Peccato, era l’unico simpatico e tollerabile tra gli interpreti che recitano il più del tempo tramite cellulare. Eccheppalle!<br />
L’esperimento funziona, la città è salva e l’allegra nuova famigliola riunita se ne va a casa orgogliosa e fiera. Una noia tombale&#8230;nonostante tutto, anche perché la vita è una tempesta, ma pigliarlo nel culo un lampo!</p>
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		<title>Tempesta di ghiaccio</title>
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		<pubDate>Thu, 07 May 2015 13:45:10 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[la Morandini dei poveri - recensioni semiserie di film]]></category>
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		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em>La Morandini dei poveri<br />
</em></p>
<p>Un film che trascina lo spettatore in un inenarrabile vortice “tempestoso” sì, ma di noia.</p>
<p>Alcuni scienziati stanno sperimentando la creazione di nuvole attraverso 1999 droni chiamati seraf (non perdete tempo a cercare il vero significato di Seraf…sono angeli…sarà la prima metafora che ci viene illustrata quando un realistico David Craig si ghiaccia per strada come un popopolaretto nelle prime battute del film?). Tali droni dovrebbero provocare nuvole e quindi pioggia per – evidentemente – risolvere il problema della siccità, peccato che come al solito perdano il controllo di tutto e quindi faranno “eh…un bordello”</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>La Morandini dei poveri                                                                </em><a href="http://live.ioeditore.it/wp-content/uploads/2015/04/soncini_copy.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1726" src="http://live.ioeditore.it/wp-content/uploads/2015/04/soncini_copy.jpg" alt="soncini_copy" width="160" height="160" /></a></p>
<p>&#8220;Tempesta di Ghiaccio&#8221; Un film che trascina lo spettatore in un inenarrabile vortice “tempestoso” sì, ma di noia. Alcuni scienziati stanno sperimentando la creazione di nuvole attraverso 1999 droni chiamati seraf (non perdete tempo a cercare il vero significato di Seraf…sono angeli…sarà la prima metafora che ci viene illustrata quando un realistico David Craig si ghiaccia per strada come un popopolaretto nelle prime battute del film?). Tali droni dovrebbero provocare nuvole e quindi pioggia per – evidentemente – risolvere il problema della siccità, peccato che come al solito perdano il controllo di tutto e quindi faranno “eh…un bordello” . Sono accampati come dei boy-scout in due tende in un grande prato dell’Oregon che somiglia al campo Saini o all’Idroscalo. Sono tutti dei geni, ma non è ancor arrivato il genio dei geni, quello che chiameremo d’ora in poi Lui, il divino.<br />
Il divino infatti, che fisicamente è un incrocio tra un Erri De Luca bastardo e un Dr. House senza ironia ma con un sarcasmo del cazzo, dopo una lunghissima carriera di scienziato, lascia per diventare scrittore. E’ tale la sua simpatia che molti spettatori pensano che invece di aver lasciato lui la professione lo abbiano mandato a cagare tutti, possibilmente anche a calci nel didietro.<br />
Sta autografando uno dei suoi innumerevoli libri accompagnato dalla solita zoccoletta di turno, arriva anche lì un tornado e, lanciandosi per salvare la baby squillo pietrificata dalla visione e dal freddo, riesce a metterla in salvo anche quando un’automobile volante le si scaglia addosso provocandole solo alcuni graffietti.<br />
Mentre la bella ingornita viene ricoverata per accertamenti il Divino raggiunge l’accampamento e da qui comincia, anzi prosegue, con questo suo simpatico fare da ultra saputo: battutine, considerazioni, lezioni di fisica nucleare da far impallidire Ernico Fermi e tutto il CERN, pone domande di cui solo lui sa le risposte per smerdare gli altri e avvalla ogni sua brillante idea rifacendosi ai volumi che ha scritto, il tutto con una smorfia della bocca in un sorrisetto mordace da prenderlo a badilate in testa organizzando un flash mob. Ma non fa niente, l’uomo serve e ce lo teniamo. Anche l’accampamento viene spazzato via dalla tempesta e il solito aiutante-ultima ruota del carro che pesa svestito 300 chili sale per trovare riparo su un Suv, ma nonostante la massa addizionata prende il volo come una piuma di un passerotto (razzismo o messaggio tipicamente americano contro l’obesità?); più avanti gli scienziati superstiti attraverseranno e andranno direttamente incontro a un nuovo tornado infilandocisi di netto con una manovra decisa dal Super Scienziato (che nel frattempo rimembra ancora un altro suo libro…ma cheppalle!) affrontandolo ad angolo retto: ne escono tutti illesi e pure la macchina sembra appena uscita da un autolavaggio di quelli che ti danno pure la cera sulla carrozzeria. Il fatto che il tornado sia stato affrontato a 90° gradi stimola nello spettatore ogni sorta di truce pensiero e vendetta di vario genere qui irripetibile, ma da condividere in pieno.<br />
La fighetta- Breatney Spear esce dall’ospedale con solo 3 punti di sutura in fronte e tutti noi tiriamo un sospiro di sollievo, prende la macchina e siccome è tanto bella quanto sfigata incontra l’ennesimo tornado, si distrae dalla guida e hop! E vai, che si sfracella rovinosamente perdendo – finalmente – la vita e noi riacquistando speranze di vedere qualcosa di corposo nel proseguimento della trama, peraltro inesistente o quasi. Ci sono altri due pseudo-protagonisti: un reporter alle prime armi e un’assistente niente male, ridono, scherzano, ammiccano e un bel pernacchione di fronte a quello che sta succedendo: “La beata gioventù vien meno…” (G.Leopardi), ma anche l’ignoranza.<br />
Invece In un quartier generale, la cui identificazione sembra un rebus stereoscopico (ma che evidentemente rappresenta anche una metafora di una situazione intricata e di difficile interpretazione), c’è il cattivo (probabilmente cocainomane) che vuole non distruggere i droni-seraf che provocano tutto ‘sto casino, ma utilizzare armi cui lo scopo alla sottoscritta personalmente rimane un mistero. Non importa. Nel finale il Divino Scienziato, sempre colto, arrogante e presuntuoso si scopre pure provolone: della serie “Morto un Papa se ne fa un Altro” dichiara la sua ammirazione all’unica donna del gruppo degli scienziati salvati dalla tendopoli con un lusinghiero ma altrettanto nauseante: “Te l’ho detto che sei bellissima?” e tutto ciò ovviamente nel momento assolutamente più critico di tutta la faccenda. Un uomo di merda: ha perso la compagna 1 ora prima e tenta già di rimpiazzarla, avrà un gran cervello ma a romanticismo siamo a livello di Uomini&amp;Donne… Lei ammicca, lui ammicca, sappiamo già come andrà a finire, ma sapessero a noi quanto ce ne sbatte il belino?!?! Al di là di tutto però una bella &#8220;danza della pioggia&#8221;, fatta secondo tutti i sacri crismi sarebbe stata più propiziatoria, non avrebbe fatto male a nessuno, decisamente economica e sicuramente più divertente!<br />
E’ proprio vero: “Si chiude una porta e si apre un portone”, di immense cagate però….</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>NDR</p>
<p>Tempesta di ghiaccio è un film del 1997 diretto da Ang Lee, tratto dall&#8217;omonimo romanzo di Rick Moody. Presentato in concorso al 50º Festival di Cannes, ha vinto il premio per la migliore sceneggiatura</p>
<p>Interpreti e personaggi</p>
<ul>
<li>Kevin Kline: Ben Hood</li>
<li>Joan Allen: Elena Hood</li>
<li>Sigourney Weaver: Janey Carver</li>
<li>Christina Ricci: Wendy Hood</li>
<li>Elijah Wood: Mikey Carver</li>
<li>Henry Czerny: George Clair</li>
<li>Tobey Maguire: Paul Hood</li>
</ul>
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		<title>Collision Course</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2015 13:04:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p><em>La Morandini dei poveri<br />
</em><br />
L’hanno definita una action-comedy…sarà…</p>
<p>Eruzione solare dieci volte più di quello che gli umani si aspettavano, black out mondiale e solamente 7.000 aerei in volo che non comunicano più con le torri di controllo.</p>
<p>In particolare siamo in volo verso Long Beach su un Boeing 747: dei due piloti il primo muore fulminato secco mentre il secondo è tramortito, ma forse ancora vivo. E adesso cosa si fa? Sull’aereo - dall’apparenza esterna normale - all’interno ha le luci rosa schoking come il Crazy Horse, lo spettatore crede di aver cambiato canale invece siamo proprio all’interno del mezzo (forse un richiamo alle atmosfere trasgressive di Almodovar?)</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>La Morandini dei poveri                                                                 <a href="http://live.ioeditore.it/wp-content/uploads/2015/04/soncini_copy.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1726" src="http://live.ioeditore.it/wp-content/uploads/2015/04/soncini_copy.jpg" alt="soncini_copy" width="160" height="160" /></a><br />
</em><br />
L’hanno definita una action-comedy…sarà…</p>
<p>Eruzione solare dieci volte più di quello che gli umani si aspettavano, black out mondiale e solamente 7.000 aerei in volo che non comunicano più con le torri di controllo.</p>
<p>In particolare siamo in volo verso Long Beach su un Boeing 747: dei due piloti il primo muore fulminato secco mentre il secondo è tramortito, ma forse ancora vivo. E adesso cosa si fa? Sull’aereo &#8211; dall’apparenza esterna normale &#8211; all’interno ha le luci rosa schoking come il Crazy Horse, lo spettatore crede di aver cambiato canale invece siamo proprio all’interno del mezzo (forse un richiamo alle atmosfere trasgressive di Almodovar?) e per un velivolo che trasporta normalmente 400 passeggeri c’è UN SOLO Steward peraltro un po’ nervosetto anche quando deve comunicare loro che l’aereo non ha più nessuno ai comandi.</p>
<p>Il pilota morto viene prelevato dalla sua poltrona e il grembiule da oste dello steward gli viene messo in faccia come segno di grande rispetto… Ma niente paura, tra tutti i passeggeri , evidentemente in stato di incoscienza (visto che continuano chi a chiacchierare, chi a dormire, chi ad ascoltare musica, ecc.) abbiamo 4 o 5 figure fondamentali: 1) uno studente di 43 anni al primo anno di medicina che sta tornando a casa per dire ai genitori che “molla” e che viene chiamato per prestare soccorso al secondo pilota e dopo un momento di personale panico accetta “obtorto collo” di fare una partitina con “L’Allegro Chirurgo” e tirano fuori anche la Valigetta del Dottore. Alcuni momenti di confusione: prima dice “Libera!” poi dice “Carica!”, evidentemente si è perso tutte le puntate di E.R. o più probabilmente si è fatto fottere dalla CEPU, ma nonostante ciò riesce a far riprendere l’uomo. 2) Uno psicopatico in tuta da meccanico e cappellino da baseball dissociato e paranoico accompagnato da un ragazzetto inutile e insignificante; l’uomo è convinto che un altro protagonista – un arabo americano di nome Kabir (Kabir Bedi per caso?) con barba e capelli neri neri avendo probabilmente usato “Deep Black n. 09” come tinta del mitico Frank Provost, il coiffeur delle dive &#8211; sia un attentatore che ha messo una bomba sul Boing. Il dissidio tra l’elettricista sociopatico e l’arabo porta alla ribalta la profonda tragedia iniziata con l’11 settembre: razzismo a go-go, evviva! 3) Una bionda chiattona e inquartata come una mucca alla Fiera del Bovino che comincia a singhiozzare poiché è prassi che i singulti siano ormai uno standard come colonna sonora e sottofondo di tutti i lungometraggi e che di lavoro fa l’allevatrice di cani da guardia tanto da averne uno nella stiva che a un certo punto scappa dalla gabbia e semina FINALMENTE il panico tra i passeggeri sempre dall’encefalogramma piatto. 4) Last but not least ANZI: una scrittrice di successo dalle fattezze e origini maori che – guarda il caso…!? – è vedova di un meraviglioso uomo che faceva il pilota e con il quale da fidanzatini “giocavano” con i simulatori di volo durante gli addestramenti… E infatti chi, se non lei, l’eroina (sostanza che si deve essere iniettata anche negli zigomi) poteva prendere in mano la situazione aiutata dal simpatico steward-cameriere che, vista la signora non giovanissima ma allegra e ancora papabile, si ammorbidisce iniziando a fare il provolone?<br />
La trama a questo punto si infittisce con momenti di coming out collettivi: l’elettricista paranoico chiamato nella stiva buia per vedere di dare una mano ad aggiustare il pilota automatico che non si riesce a disinnescare ha un attacco di panico che lo pietrifica e piange ricordando che la sua mamma tanto cattiva quando era piccolo lo picchiava e lo chiudeva dentro uno sgabuzzino al buio, lo Stewart che essendosi dedicato troppo al lavoro viene lasciato (e ben gli sta) dalla moglie e non vede da tempo sua figlia, il presunto terrorista che invece è un ingegnere che si occupa di distruzioni edili (comprese quelle del suo cervello) ha perso tutti i familiari a Ground Zero, la chiattona che, non cagandola nessuno, si è riversata verso l’amore per gli animali e la scrittrice che rivanga i bei momenti con il marito, parla di solitudine e di sua figlia (di quest’ultima sto inventando perché non mi ricordo neanche che cazzo ha detto…). Insomma nei casi più urgenti della vita, impariamo, non bisogna essere troppo interventisti ne troppo lucidi, non è importante il fatto di schiantarsi, ma piuttosto quello di far schiattare gli altri con il racconto delle mielose vicende personali che, visto che il tempo a disposizione lo permette ampiamente…, ci rivelano il profondo IO dei protagonisti.Complimenti per questi bei momenti densi di commozione: dei fermo immagine fondamentali e intimisti.<br />
Dal cielo bisogna però passare alla situazione a terra! C’è questo black out totale e cosmico ma – fortuna vuole – che un UNICA torre di controllo in tutta America sia rimasta attiva e gestita solo da un vecchio volpone so-tutto-io e il solito assistente alle prime armi deficiente. I voli, come detto all’inizio, che hanno perso i contatti con le reciproche stazioni sono appunto 7.000 tanto che sui loro radar spuntano come funghi e le collisioni con si contano più. Niente panico, cosa può voler dire avere più culo che mutande: il vecchio volpone si incaponisce proprio sul volo del Gay Pride e – saltati anche altri controlli e dopo aver sparato a caso numeri da giocare alla Smorfia &#8211; decide di entrare come l’hacker più esperto nei sistemi informatici della Nasa e dell’Aeronautica Militare americana che peraltro poco prima gli avevano negato l’accesso e qualsivoglia supporto. Lui se ne sbatte bellamente e comincia a smanettare come un pazzo sulla tastiera cercando di modificare le posizioni dei satelliti in orbita e, idea geniale, trovare le linee dei cellulari dei passeggeri per mettersi in contatto con loro. Attimi di vera suspence fino a che nell’aereo tutti i cellulare si mettono a suonare: tutti sembrano allora improvvisamente risorgere ( cosa vuol dire la forza di un Iphone davanti alla vita umana… ).<br />
La prima a rispondere è la Isabelle Allende dei giorni nostri che fa anche un po’ troppo la prima della classe per i nostri gusti: ma hanno beccato la persona giusta che prende quindi posizione in poltrona di pilotaggio e cloche alla mano procede.<br />
Viene istruita con Tarapìa tapioco, la supercazzola prematurata con scappellamento a destra come se fosse antani e la donna non ha una benché minima esitazione e esegue speditamente le disposizioni per poi – di sua spontanea volontà – quando siamo già verso la pista di atterraggio, eseguire un “Sleep Slide” ovvero una specie di atterraggio sul fianco che riesce perfettamente.</p>
<p>Delusione per lo spettatore: non vi è l’applauso generale come quando si atterra a Punta Raisi con il culo stretto alla vista della montagna che ci si para davanti, ma pazienza, l’importante e che l’aereo e i passeggeri siano salvi! L’operatore radar si presenta al Gate degli arrivi per fare i complimenti alla novella Amelia Earhart.<br />
Un aereo quindi ce l’ha fatta, degli altri 6.999 aerei in balia del nulla e lasciati soli a se stessi invece un sonoro bel chissenefrega da tutti! Mors tua vita mea…</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/groups/1566931776917100/members/" target="_blank">aderisci al gruppo ‘La Morandini dei poveri’</a></p>
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<p><em>Collision Course</em></p>
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		<title>Apocalypse Earth</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2015 12:50:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[la Morandini dei poveri - recensioni semiserie di film]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><em>La Morandini dei poveri   </em></p>
<p>"Apocalypse Earth". Diciamo subito che il film è adatto solo per un pubblico adulto e provato dalle esperienze più tragiche della vita.</p>
<p>La regia e la cura degli effetti speciali sono stati realizzati senza dubbio alcuno a cura dei migliori allievi di Stanley Kubrick e Carlo Rambaldi.</p>
<p>La trama, peraltro complicatissima, inchioda (nel senso più letterale del verbo) lo spettatore alla poltrona poichè gli eventi si susseguono con un ritmo estremamente incalzante e serrato che lo lasciano completamente senza fiato minando il suo equilibrio psichico.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>La Morandini dei poveri                                                                 <a href="http://live.ioeditore.it/wp-content/uploads/2015/04/soncini_copy.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1726" src="http://live.ioeditore.it/wp-content/uploads/2015/04/soncini_copy.jpg" alt="soncini_copy" width="160" height="160" /></a></em></p>
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<p>&#8220;Apocalypse Earth&#8221;. Diciamo subito che il film è adatto solo per un pubblico adulto e provato dalle esperienze più tragiche della vita.</p>
<p>La regia e la cura degli effetti speciali sono stati realizzati senza dubbio alcuno a cura dei migliori allievi di Stanley Kubrick e Carlo Rambaldi.</p>
<p>La trama, peraltro complicatissima, inchioda (nel senso più letterale del verbo) lo spettatore alla poltrona poichè gli eventi si susseguono con un ritmo estremamente incalzante e serrato che lo lasciano completamente senza fiato minando il suo equilibrio psichico.</p>
<p>Un gruppo di umani si schianta con una navicella spaziale &#8211; diretta non si sa dove &#8211; su un pianeta sconosciuto con una esplosione devastante tipo Mururoa ma da cui ne escono tutti assolutamente illesi tranne il capitano, che riporta un forte trauma cranico. Incontrano (in ordine sparso) tre fuggitivi di Guantanamo prigionieri di uno zoo che non vedremo mai, una tribù albina di indigeni, cavallette gigantesche e lucertole preistoriche (che gli umani riescono ad uccidere con un coltellino svizzero), alieni che si muovono in trasparenza e infine una donna serpente tipo Cecilia Rodriguez arrivata direttamente dall&#8217;Isola Desnuda senza passare dal Via.</p>
<p>I veri protagonisti saranno comunque un Big Jim estremamente vanesio che costantemente si sparge la faccia di fango (merda?) e se la lava svariate volte come se fosse ad Abano Terme, ma che comunque come maschio fa molto sangue e ha il suo bel perchè tanto da arrivare a copulare (nel giro di mezzo pomeriggio) con la donna serpente così tanto spaventata all&#8217;inizio, poverina! Lo scienziato/capitano in tuta da meccanico, che dopo aver riportato il trauma cranico si rimette in sesto nel giro di poche ore forse perchè curato da una co-protagonista &#8211; la Dr.ssa Capironi &#8211; che per fortuna &#8211; siccome sta sul cazzo fin dall&#8217;inizio con quel suo fare da crocerossina frustrata &#8211; cade in un torrente, viene inghiottita dalla corrente e come su un taboga di Gardaland scompare giù dritta in una rovinosa cascata amazzonica e via che ce la siamo tolta dai coglioni. Altri personaggi prendono capocciate a man bassa: c&#8217;è chi ce la fa e chi muore, pazienza. Altri protagonisti degni di nota non solamente per la recitazione ma anche come rappresentanti di tutte le razze umane sono: 1) un uomo di colore di grande tempra che viene ucciso dall&#8217;entità trasparente anche se aveva avuto l&#8217;ingegno di realizzare degli archi con del bamboo: peccato per le frecce fatte con rametti di ciliegio storti che una mano divina manda però fino poco prima sempre a segno, 2) un nano &#8211; cattivello e nervosetto tipo il nano Trementino &#8211; che trascina con una mano una cellula antimateria grande come un boiler da 80 litri per far ripartire la navicella spaziale ma non ce la fa e muore anche lui sotto gli spari tipo taser ma in formato &#8220;extra large&#8221; che, per chi non lo sapesse, è l&#8217;acronimo di Thomas A. Swift&#8217;s Electronic Rifle. Insomma schiattano tutti tranne il Capitano ex-cerebroleso, il BigJim e la donna serpente. Un personaggio che merita una menzione a parte è il robot dalle fattezze umane, o per meglio dire dalle fattezze di un nerd leccaculo che salva svariate volte i suoi amici senza però risparmiare loro la presa per il culo finale di averli fatti partire per 900.000 anni per farli poi tornare nello stesso punto di partenza che loro peraltro non riconoscono più. Ma anche l&#8217;Uomo di Latta ha un cuore visto che confessa&#8230;</p>
<p>Come molti spettatori hanno fatto notare e segnalato il messaggio del film è totalmente e sicuramente impregnato di un messaggio ecologista e naturista dove le razze umane si incontrano per poi soggiacere inermi alla dura legge della selezione naturale.</p>
<p>Nel film si mischiamo forti momenti e intensi richiami da &#8220;2001 Odissea nello Spazio&#8221; ai famosi Power Ranger con tanto di mostri volanti passando attraverso &#8220;Laguna Blu&#8221; con la sua purezza d&#8217;intenti (che qui mica tanto riusciti perchè trombano che è un piacere anche sotto le bombe).</p>
<p>Il lungometraggio fa questo&#8221;escursus&#8221; dalla creazione della vita fino ad arrivare ai giorni nostri così inquinati, senza scopo e valori per lanciare un messaggio importante: salvare Madre Terra. Un&#8217;opera corale ma anche un cult movie maledetto: il regista &#8211; dopo l&#8217;anteprima al Festival di Cannes &#8211; è andato in overdose per un miscuglio di Moment scaduti ed è morto stecchito, la notizia ha ovviamente fatto il giro del mondo e provocato in sala una standing ovation con 25 minuti di applausi. Ognuno ha quel che si merita. E meno male&#8230;</p>
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		<title>Mercenarie</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2015 07:08:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>"Mercenarie", decisamente un manifesto sul femminismo e sulla forza delle donne. Quattro carcerate condannate per diversi delitti all'ergastolo o quasi, vengono prescelte per andare a salvare la figlia tailandese del Presidente degli Stati Uniti rapita da una "uoma" impersonata da una Brigitte Nielsen riesumata dal sarcofago e con tendenze sessuali dubbie.Le quattro donne sono di una simpatia che al confronto 4 naziste incazzate sono delle mammolette.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>La Morandini dei poveri                                                                      <a href="http://live.ioeditore.it/wp-content/uploads/2015/04/soncini_copy.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1726" src="http://live.ioeditore.it/wp-content/uploads/2015/04/soncini_copy.jpg" alt="soncini_copy" width="160" height="160" /></a></p>
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<p>&#8220;Mercenarie&#8221;, decisamente un manifesto sul femminismo e sulla forza delle donne. Quattro carcerate condannate per diversi delitti all&#8217;ergastolo o quasi, vengono prescelte per andare a salvare la figlia tailandese del Presidente degli Stati Uniti rapita da una &#8220;uoma&#8221; impersonata da una Brigitte Nielsen riesumata dal sarcofago e con tendenze sessuali dubbie.Le quattro donne sono di una simpatia che al confronto 4 naziste incazzate sono delle mammolette.</p>
<p>Partono in missione reclutate da una Contessa Pinina Garavaglia, anche lei incazzata di suo, che deve aver giocato con una confezione scaduta de &#8220;La Bottega della Piccola Parrucchiera&#8221;. Con il suo assistente di colore completamente sottomesso, le 4 ex-delinquenti vengono dotate delle armi più sofisticate che si possano trovare sul pianeta; in seguito vedremo anche 2 missili a testata nucleare dotati di citofono interno per comunicazioni di servizio. Passano dalla tuta arancione che fa tanto Guantanamo a un look total black fornito dalla Pinina che comprende reggiseni a balconcino (possibilmente da tenere ben in vista), pantaloni in pelle, canotte e dei gilet, capi decisamente più importanti di un giubbotto antiproiettile che non indosseranno MAI.</p>
<p>Raggiungono quindi il luogo top secret (un misto tra Afghanistan o Pakistan o Iran ma non lo scopriremo mai&#8230;più probabile girato in economia nello scantinato di uno studio cinematografico transiberiano abbandonato) su una jeep guidata da un autista mezzo rumeno mezzo indiano che canta da solo malcagato dalle 4 e che al primo posto di blocco (leggi primo scontro a fuoco) coraggiosamente si dilegua correndo: un cameo. Queste donne d&#8217;acciaio passato dunque il check point e dopo aver massacrato tutti gli uomini presenti con un sorriso sornione stampato sulle loro facce (da cazzo), per le quali lo spettatore devastato da tanta freddezza non può non entrare in empatia con loro, proseguono il loro viaggio.</p>
<p>Arrivano sul luogo e da li non si capisce più niente ma in sostanza: 1 donna da sola fa fuori 20 terroristi in trenta secondi, ma quando si trova in un corpo a corpo, uno contro uno, si menano per più di mezz&#8217;ora e nel fuoco incrociato non va a segno neanche una pallottola, forse giusto la donna viene colpita di striscio su una spalla ma &#8211; come tributo a Sergio Leone &#8211; con della Vodka scaduta una bella disinfettata e via come niente fosse.</p>
<p>Tralasciamo qui la descrizione di scene pregne di violenta raffinatezza degne della moglie di John Bobbit. Siamo alla conclusione: con stratagemmi e scontri a fuoco dove Walker Texas Ranger e MacGyver messi insieme farebbero al confronto una figura da inetti e sembrerebbero la copia sfigata di Gianni e Pinotto, la missione viene portata a termine con successo.<br />
Non vanno però tralasciati anche momenti di tenerezza e di compassione umana da parte delle combattenti nei confronti delle donne vittime della Nielsen perchè dietro a due (facciamo anche quattro) narici dilatate batte sempre un cuore.</p>
<p>Da sottolineare che una della 4 donne è di colore ed è quella che tradisce la squadra, non è un caso:,il regista ha infatti appositamente voluto riprendere, proprio nel periodo pasquale, uno spunto mistico per completare l&#8217;opera: un Giuda &#8220;in gonnella&#8221; che rinnega la Capa del gruppo (bionda e con i capelli che potrebbero infatti riportare a Gesù) e che farà una brutta fine (secondo noi anche nella sua personale carriera di attrice).</p>
<p>Insomma un film da non perdere per la sua profonda estetica vettoriale!</p>
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		<title>Wiplash</title>
		<link>http://ioeditore.gwmax.it/?p=1718</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2015 12:42:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>"Wiplash" un remake di "Flashdance" al maschile dove al posto degli scaldamuscoli una batteria, l'allievo e il professore cattivo e intransigente che fa il verso al Sergente Hartmanche di "Full Metal Jacket" più un classico suicidio come ne "L'attimo Fuggente" e "Ufficiale Gentiluomo".</p>
<p>Unica nota positiva pezzi a tutto volume e incomparabili di Buddy Rich, Hank Levy e Juan Tizol al posto di una nauseante "Maniac" di Giorgio Moroder che ci ha sfrantecato i marroni per mesi negli anni '80.<br />
Altro che 5 nomination: da stroncare!</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>La Morandini dei Poveri</em></p>
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<p>&#8220;Wiplash&#8221; un remake di &#8220;Flashdance&#8221; al maschile dove al posto degli scaldamuscoli una batteria, l&#8217;allievo e il professore cattivo e intransigente che fa il verso al Sergente Hartmanche di &#8220;Full Metal Jacket&#8221; più un classico suicidio come ne &#8220;L&#8217;attimo Fuggente&#8221; e &#8220;Ufficiale Gentiluomo&#8221;.</p>
<p>Unica nota positiva pezzi a tutto volume e incomparabili di Buddy Rich, Hank Levy e Juan Tizol al posto di una nauseante &#8220;Maniac&#8221; di Giorgio Moroder che ci ha sfrantecato i marroni per mesi negli anni &#8217;80.<br />
Altro che 5 nomination: da stroncare!</p>
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		<title>Zombie Night</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2015 12:08:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[la Morandini dei poveri - recensioni semiserie di film]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>"Zombie Night" NON è il titolo di una festa a tema in discoteca, come molti potrebbero ERRONEAMENTE pensare, bensì un film che merita un vero encomio nei confronti del regista per l'estrema originalità del soggetto: un'invasione di zombie. Di questi ultimi non sapremo mai dove e soprattutto perchè invadono una tranquilla cittadina della provincia americana. Diversi sono i personaggi e le figure allegoriche che si presenteranno nello scorrere della pellicola, ma le principali che vengono fatte emergere sono in sostanza due famigliole americane.........................</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>La Morandini dei poveri                                                          <a href="http://live.ioeditore.it/wp-content/uploads/2015/04/soncini_copy.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1726" src="http://live.ioeditore.it/wp-content/uploads/2015/04/soncini_copy.jpg" alt="soncini_copy" width="160" height="160" /></a></em></p>
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<p>&#8220;Zombie Night&#8221; NON è il titolo di una festa a tema in discoteca, come molti potrebbero ERRONEAMENTE pensare, bensì un film che merita un vero encomio nei confronti del regista per l&#8217;estrema originalità del soggetto: un&#8217;invasione di zombie. Di questi ultimi non sapremo mai dove e soprattutto perchè invadono una tranquilla cittadina della provincia americana.</p>
<p>Diversi sono i personaggi e le figure allegoriche che si presenteranno nello scorrere della pellicola, ma le principali che vengono fatte emergere sono in sostanza due famigliole americane classiche: la prima con padre madre con due figli e la seconda rappresentata dai vicini di villetta, madre padre e figlia unica con a carico la nonna &#8220;disturbata&#8221; e cieca che scopriremo subito falsa invalida (e qui la prima importante denuncia del regista verso la società e la disonestà) poichè quando avviene un black out nella casa è l&#8217;unica che si rende conto che è successo qualcosa&#8230;Morirà meritatamente incespicando in una lanterna accesa che tenta di prendere (???) e in oggetti-mobilia vari accatastati che ricordano tristemente &#8220;Case da Incubo&#8221; di RealTime, mentre la figlia la invoca tra mille singhiozzi con ripetuti &#8220;mamma, mamma, mamma svegliati!&#8221;, ma chi in realtà si dovrebbe svegliare è proprio la figlia (Daryl Hannah in persona tragicamente sul &#8220;Viale del Tramonto&#8221; che se avesse scelto un altro &#8220;Viale&#8221;&#8230; il suo cachet sarebbe stato forse sicuramente più alto&#8230;e noi più contenti). Una tovaglia ricamata al tombolo dalla stessa vecchia sarà comunque la sua degna sepoltura. La location in realtà potrebbe essere quella di Wisteria Lane sulla falsa riga di &#8220;Desperate Housewifes&#8221;, ma qui c&#8217;è ben poco di Housewifes mentre molto di Desperate, a partire dal regista per finire con lo spettatore. I makeup e gli effetti scenografici si sprecano in tutta la loro accuratezza, Salmoiraghi&amp;Vigano in qualità di sponsor/producer ha fornito le lenti a contatto bianche per gli attori che interpretano gli zombie e che sono stati reclutati dopo un lungo casting al Gaetano Pini: alcuni hanno la cervicale, i più gravi scoliosi e altri ancora &#8211; numerosissimi &#8211; il colpo della strega e varie tipologie di artrosi deformante. Il loro cachet è stato pagato in cambio merce con una confezione famiglia di Voltaren Crema (del resto la loro interpretazione non merita altro). Un film verità. Così come i riferimenti alla Polizia: vedremo un solo poliziotto (o un poliziotto solo?) &#8211; perchè i rinforzi invocati da tutti gli abitanti non arriveranno mai&#8230; &#8211; e lui, preso dalla sua carica istituzionale e dal suo ruolo di difensore della giustizia cerca di salvare una bambina s-paesata (simpatica come un nervo del dente scoperto di notte e che non alimenta alcuna commozione nello spettatore) che si è persa ma &#8211; ohibò &#8211; verrà uccisa semplicemente perchè in una lotta corpo a corpo tra uno zombie e il policeman a quest&#8217;ultimo parte un SOLO colpo dalla pistola d&#8217;ordinanza e chi colpisce? La bimba indifesa che quindi, oltre essere odiosa, è pure sfigata, poverina! I riferimenti alla Polizia, all&#8217;uso delle armi, alla difesa del cittadino ma anche al caso Diaz non sono quindi certo casuali. Un altro aspetto importante che ha voluto approfondire il regista sul finire dell&#8217;intricata storia è tutta la psicologia e la sociologia che si evince dai rapporti intrafamiliari nei momenti più drammatici della vita: la madre del figlio maggiore che con la carotide completamente recisa cerca di tenerlo in vita stringendogliela tra indice e pollice e recitando NON un continuo fastidiosissimo singhiozzo (come molti spettatori sono stati tratti in inganno), bensì un mantra per benedire la sua anima e accompagnarlo verso la morte. Un mantra che si rivelerà del cazzo perchè il giovane si risveglia da zombie e &#8220;ciuccia&#8221; il sangue e le budella del padre mezzo morto come se stesse lanciandosi su una fetta di anguria fresca nel giorno più caldo di agosto. Povera illusa quindi la madre. Ma anche la fine tragica del padre ha un suo perchè: alla richiesta dei vicini (la famiglia della Deryl Hannah) in continua fuga da sti zombie (che sinceramente cominciano a sfrantecare gli zebedei) Lui, il CAPO FAMIGLIA, il PADRE PADRONE, peraltro polemico e rompicoglioni come uno sciame di mosche nell&#8217;orecchio mentre dormi, stoico e determinato non apre e non dà loro rifugio nonostante un acceso scambio di vedute con la moglie che invece lo scongiura di aiutarli (va menzionato un richiamo al famoso film &#8220;Gente Comune&#8221;). L&#8217;uomo soggiacerà alla furia del figlio-zombie come un monito sull&#8217;altruismo, sulle problematiche adolescenziali-giovanili e sui complicati rapporti genitori-figli. Un film che senza dubbio deve far riflettere e non gioire, mi raccomando, per la rovinosa fine del bastardo&#8230; Massacrati pressochè tutti, hanno la brillante idea di scendere nei sotterranei della cittadina (altra allegoria, questa volta Dantesca, sul posto in cui meritano di stare tutti, possibilmente anche il regista?) si salvano solamente la Deryl Hannah con marito e figlia perchè sta finalmente giungendo l&#8217;alba e come tutti sanno è solo in quel momento che gli zombie cessano la loro incessante e famelica caccia all&#8217;umano. Una reminiscenza religiosa si scoprirà nelle inquadrature finali della pellicola quando l&#8217;aurora sorge come fonte di nuova vita che evoca le parole di Gesù che disse &#8220;Beati gli ultimi (la famiglia che ha cercato invano rifugio) se i primi (il padre-vicino di casa infame che non li ha aiutati) sono onesti&#8221; e mentre attraversano allegri e sereni il cimitero che sembra più che altro un campo di battaglia del &#8217;15-&#8217;18, all&#8217;unica domanda intelligente tra tutti i dialoghi del film della figlia ai genitori ovvero: &#8220;Cosa succederà stasera quando tornerà la notte?&#8221; il padre &#8211; profondo ma fatalista &#8211; replicherà con una saggia e confortante risposta come solo un bravo e attento genitore può dare: &#8220;Non lo so, ma adesso andiamo a casa che ti preparo i pancakes&#8221;. Il regista quindi ci lascia con questi numerosi interrogativi su cui riflettere ancora una volta, creando in noi un sentimento sì di sconforto ma pieno comunque di speranza. Va assolutamente ricordato che il meno conosciuto Michael Jackson tenterà in seguito di imitare o comunque trarre spunto da questo film epocale producendo un video clip e un brano musicale poco conosciuto intitolato &#8220;Thriller&#8221;, produzione di scarsissimo successo non avendo avuto a botteghino certamente la stessa fortuna del film. Ed è proprio questo fallimento che svela &#8211; forse una volta per tutte &#8211; il mistero sulla prematura morte di Jackson devastato dalla depressione e dall&#8217;invidia. Al cimitero Forest Lawn di Hollywood, dove ha voluto essere seppellito indebitandosi fino al collo nonostante essere caduto nel totale oblio, si narra di strani ululati e rumori percepiti di notte: che si rivolti FORSE continuamente nella tomba??? PERCHE&#8217;??? Non lo sapremo mai, aspettiamo solo di conoscere dove verrà un giorno sepolto invece il regista di &#8220;Zombie Night&#8221;, i molti pensano là, dal magico luogo dove ha tratto ispirazione per l&#8217;inizio del tragico epilogo della sua pellicola: un tombino di fogna.</p>
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		<title>Terremoto 10.0</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2015 11:52:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>"Terremoto 10.0", ovvero 10 come voto al regista e 0 le sinapsi rimaste intatte dello spettatore a fine visione. Non soffermiamoci troppo sulla trama ma meglio sui personaggi: siamo a Los Angeles e incombe un terribile terremoto che si scatenerà come conseguenza dell'elevato accumulo di energia nella Faglia di Sant'Andrea e che passa vicino a molte città, tra cui appunto Los Angeles. I personaggi sono un marito (prima pettinato come Silvan più avanti prenderà le sembianze di un Dustin Hoffman esaltato che nella vastissima L.A. passa inspiegabilmente da una location all'altra come fosse FlashGordon) e una moglie niente male pronti al div..................</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em> La Morandini dei Poveri                                                                              <img class="alignnone size-full wp-image-1726" src="http://live.ioeditore.it/wp-content/uploads/2015/04/soncini_copy.jpg" alt="soncini_copy" width="160" height="160" /><br />
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<p>&#8220;Terremoto 10.0&#8243;, ovvero 10 come voto al regista e 0 le sinapsi rimaste intatte dello spettatore a fine visione. Non soffermiamoci troppo sulla trama ma meglio sui personaggi: siamo a Los Angeles e incombe un terribile terremoto che si scatenerà come conseguenza dell&#8217;elevato accumulo di energia nella Faglia di Sant&#8217;Andrea e che passa vicino a molte città, tra cui appunto Los Angeles. I personaggi sono un marito (prima pettinato come Silvan più avanti prenderà le sembianze di un Dustin Hoffman esaltato che nella vastissima L.A. passa inspiegabilmente da una location all&#8217;altra come fosse FlashGordon) e una moglie niente male pronti al divorzio che ritorneranno insieme a fine film, un aiutante-operaio messicano che viene trattato come un deficiente, uno scienziato pazzo vestito come quelli delle Poste Italiane in tuta gialla e la sua allieva che oltre essere davvero carina è un genio e ha già capito tutto ma soprattutto sa come fermare il terremoto. La figlia dei due divorziandi parte invece &#8211; nonostante il pericolo sottovalutato da tutti &#8211; per una allegra gita nel bosco con i suoi AMICI DEL CUORE: un&#8217;amica fidata che gli fotte (in tutti i sensi) il ragazzo che aveva puntato, un saputello sfigato e magrolino ma almeno buono e un bullo che ogni volta (parecchie) che apre bocca il Sapientino, gli molla un pugno nello stomaco senza che nessuno dica niente, neanche un plissè&#8230;; il ragazzo cui tutte e due le sciacquette fanno il filo è comunque UN PORCO maniaco, che tenta di farsele tutte e due, nonostante non si capisca che fascino emani visto che indossa il pigiama di SpiderMan versione acrilico 100%. Il terremoto incombe con crepe abissali nel terreno telecomandate (visto che seguono i passi di ognuno dei protagonisti&#8230;) e il Suv degli amichetti si trova prestissimo in bilico sul ciglio di un burrone: inutile dirlo, il bullo viene scaraventato fuori e crepa (adesso nel senso di morire davvero, non di spaccatura) dopo maldestri tentativi di salvarlo. Forse peggior fine per lo SpiderMan al Pigiama Party e la zoccoletta che mentre, rimasti soli, amoreggiano vengono trafitti da una mega stalattite nel bel mezzo di un amplesso pieno di romanticismo&#8230;(riprende molto il tema raccontato da Bellocchio nel film il &#8220;Diavolo in Corpo&#8221;). Ma tutti questi tragici destini che si incrociano non sono inseriti nel film a caso, sono invece tutti messaggi subliminali e non, sulla natura umana. Ben tre sono inoltre i momenti topici del film che meritano dunque &#8220;Un Certain Regard&#8221;: 1) una bambina che sta festeggiando il compleanno giocando bendata alla pentolaccia lasciata totalmente sola da mamma, papà, parenti e amici alla prima scossa; nel suo animo puro lei continua a dare legnate a destra e manca fino a quando finalmente colpisce l&#8217;ambito premio, solo dopo aver guadagnato il trofeo si toglie la benda e scopre l&#8217;amara verità di essere lasciata sola: un inno alla solitudine cosmica su cui riflettere molto&#8230; e al senso di responsabilità dei genitori d&#8217;oggi. 2) Un operaio che non si sa perchè si arrampica con una cinghia come un aborigeno sulle chilometriche palme di Sunset Boulevard per tagliarle con la moto sega (?) ma il movimento tellurico fa ondeggiare e ballare le palme, una ad una, come &#8220;delle zingare del deserto con candelabri in testa o come le balinesi nei giorni di festa&#8221; e il pover uomo dopo un tentativo disperato di aggrapparsi al fusto come uno scimpanzè cade da un&#8217;altezza incredibile e muore: la simbologia è l&#8217;uomo che torna ai primordi e la Natura si scaglia contro chi la vuole distruggere. 3) Un cacciatore sta facendosi bellamente i cazzi suoi sparando ai girini di uno stagno e in sua compagnia un cane che, ovviamente, più intelligente del regista e di tutta la troupe messi insieme, avverte il pericolo e abbaia, l&#8217;uomo appoggia quindi il fucile su una roccia e si avvicina al cane per capire cosa succede, ma un piccolo spostamento del terreno fa cadere il fucile e parte il &#8220;solito unico colpo&#8221; che ammazza l&#8217;uomo, ancora una volta la Natura in tutta la sua potenza e crudeltà, ma più che altro un monito contro la caccia tema ancora molto discusso e attuale.<br />
A di là di questi momenti, costruiti come degli episodi a se stanti, ma inseriti nella trama del film in modo magistrale, aleggia in tutta la pellicola un forte vento di sessualità, sembra infatti molto caro al regista il tema soprattutto dell&#8217;omosessualità anche se non si schiera mai completamente a favore o meno: un uomo di colore della centrale antisismica che in punto di morte fa coming out e confessa al suo amante di averlo tradito con un portinaio di albergo (?) oppure quando l&#8217;uomo Silvan si trova con il suo socio traditore (poichè assatanato di denaro e di petrolio ha peggiorato la situazione trivellando il terreno) che, redento, va ad aiutare e a chiudere (a mano) le valvole per bloccare le macchine che peggiorerebbero il disastro annunciato. Volti sudati, braccia che si incrociano sulle leve con tutto il machismo possibile e immaginabile, canottiere bianche attilate, fumo e ombre, luce soffusa dai colori vibranti come uno dei migliori film di Fassbinder.<br />
Il finale assolutamente &#8220;inaspettato&#8221; vede un elicottero (la produzione deve aver fatto un leasing e cerca di appiopparlo in tutti i film) che porta in salvo Silvan, la moglie, la figlia mezza-zoccola, il nerd, lo scienziato e la giovane allieva che ovviamente sa pilotare senza problemi. Poi un attimo di vera suspance: lo spettatore prova infatti uno struggimento indicibile quando anche il cane all&#8217;ultimo momento appare e salta a bordo per la felicità di tutti, in primis gli animalisti. Non si sa dove stiano volando e dove andranno poichè il regista lascia volutamente allo spettatore e alla sua fantasia il finale che meglio desidera: i più sperano che il calore della lava basaltica fuoriuscita dal movimento delle placche tettoniche prima di rientrare nel mare faccia esplodere l&#8217;elicottero, altri ancora hanno commentato che &#8220;Torna a casa Lassie&#8221;, &#8220;Rin.tin-tin&#8221; e soprattutto &#8220;Balla coi Lupi&#8221; sono film di merda! De gustibus&#8230;.</p>
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